Uploaded November 2023 | Updated September 2026, 4 days ago
Abbiamo provato in anteprima mondiale la nuovissima Moto Guzzi Stelvio 2024 e vi raccontiamo la nostra esperienza in questo video in cui trovate le sensazioni dinamiche del nostro tester Aldo Ballerini, ma anche gli approfondimenti tecnici dei responsabili Giulio Rossi Paccani (senior designer Moto Guzzi), Arturo Sansom (product marketing manager Moto Guzzi), Piero Soatti (responsabile progettazione moto Gruppo Piaggio).
Dal vivo la Stelvio mostra una bellissima immagine: nuova grazie al corpo del serbatoio e al cupolino muscoloso e proteso in avanti, alla coda snella ma non eccessivamente scavata, e alle raffinate finiture. In sede di acquisto si può infatti ordinare l’allestimento con tecnologia ARAS, dotato di radar anteriore e posteriore (prossimamente verranno resi al pubblico i dettagli delle funzionalità).
Tra gli accessori dedicati non potevano mancare le valigie laterali, con l’aggancio come quello della Mandello, sistema brevettato che le blocca semplicemente chiudendo la sella del passeggero, e due bauletti, da 36 e da 52 litri. Ci sono le selle riscaldabili di diversa ergonomia e altezza, le manopole riscaldabili, le barre paramotore sulle quali si possono agganciare i faretti ausiliari LED, il sistema di rilevamento della pressione degli pneumatici, l’applicazione Moto Guzzi MIA che consente di collegare il cellulare con il cruscotto TFT, il cambio elettronico up&down, e l’antifurto.
Quindi ritroviamo il V2 di 90° raffreddato a liquido di 1.042 cc, con distribuzione bialbero a 4 valvole comandate da bilancieri a dito. Controllato in ride by wire offre 5 riding mode di serie: Pioggia, Turismo, Strada, Sport e Offroad (questo in più rispetto alla Mandello). Sono impostati lavorando sui parametri di 4 funzioni: curva di erogazione (3 livelli); controllo di trazione (4 livelli, disinseribile); freno motore (3 livelli); ABS (1 o 2, con posteriore libero). Non c’è il mode custom ma è possibile impostare i parametri che si desiderano per ogni mode modificando a piacere le varie funzioni, ad eccetto del freno motore (in caso di dubbi c’è sempre la funzione Ripristina originale).
All'interno del telaio il nuovo motore, ben più compatto del vecchio 1.200, ha permesso di disegnare una ciclistica completamente rivista dal punto di vista concettuale, e qui si riconosce lo zampino dei tecnici di Noale, che hanno potuto sfruttare appieno i più avanzati concetti della dinamica, tenendo ovviamente conto della destinazione della Stelvio.
Il telaio non è quello della Mandello, poiché è progettato per una destinazione d’uso ben diversa, non per la guida sport-touring stradale ma per il turismo in stile adventure (senza perdere di vista il divertimento sul misto). L’interasse è di 1.520 mm e il peso in ordine di marcia di 246 kg (233 kg per la Mandello). La frenata è affidata allo stesso impianto della Mandello, con due dischi all’anteriore da 320 mm morsi da pinze Brembo a 4 pistoncini ad attacco radiale, affiancati dal buon disco posteriore da 280 mm con pinza flottante a doppio pistoncino. L'ABS è Continental cornering con due livelli: 2, classico stradale, massimo intervento; 1, per il fuoristrada, che agisce solo sull’anteriore ma senza funzione cornering. Nel mode Offroad è possibile disinserirlo anche davanti.
#motoguzzi #stelvio #motociclismo
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Dal vivo la Stelvio mostra una bellissima immagine: nuova grazie al corpo del serbatoio e al cupolino muscoloso e proteso in avanti, alla coda snella ma non eccessivamente scavata, e alle raffinate finiture. In sede di acquisto si può infatti ordinare l’allestimento con tecnologia ARAS, dotato di radar anteriore e posteriore (prossimamente verranno resi al pubblico i dettagli delle funzionalità).
Tra gli accessori dedicati non potevano mancare le valigie laterali, con l’aggancio come quello della Mandello, sistema brevettato che le blocca semplicemente chiudendo la sella del passeggero, e due bauletti, da 36 e da 52 litri. Ci sono le selle riscaldabili di diversa ergonomia e altezza, le manopole riscaldabili, le barre paramotore sulle quali si possono agganciare i faretti ausiliari LED, il sistema di rilevamento della pressione degli pneumatici, l’applicazione Moto Guzzi MIA che consente di collegare il cellulare con il cruscotto TFT, il cambio elettronico up&down, e l’antifurto.
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All'interno del telaio il nuovo motore, ben più compatto del vecchio 1.200, ha permesso di disegnare una ciclistica completamente rivista dal punto di vista concettuale, e qui si riconosce lo zampino dei tecnici di Noale, che hanno potuto sfruttare appieno i più avanzati concetti della dinamica, tenendo ovviamente conto della destinazione della Stelvio.
Il telaio non è quello della Mandello, poiché è progettato per una destinazione d’uso ben diversa, non per la guida sport-touring stradale ma per il turismo in stile adventure (senza perdere di vista il divertimento sul misto). L’interasse è di 1.520 mm e il peso in ordine di marcia di 246 kg (233 kg per la Mandello). La frenata è affidata allo stesso impianto della Mandello, con due dischi all’anteriore da 320 mm morsi da pinze Brembo a 4 pistoncini ad attacco radiale, affiancati dal buon disco posteriore da 280 mm con pinza flottante a doppio pistoncino. L'ABS è Continental cornering con due livelli: 2, classico stradale, massimo intervento; 1, per il fuoristrada, che agisce solo sull’anteriore ma senza funzione cornering. Nel mode Offroad è possibile disinserirlo anche davanti.
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