Uploaded June 2026 | Updated September 2026, 2 weeks ago
In un contesto automobilistico in cui le tradizionali berline tre volumi stanno timidamente riconquistando terreno rispetto ai SUV grazie a una superiore efficienza aerodinamica e a migliori doti dinamiche, la nuova Mazda 6e si presenta come un'interessante proposta 100% elettrica che segna il ritorno del brand giapponese alle grandi stradiste a trazione posteriore. Nata dalla sinergia industriale con il costruttore cinese Changan, la vettura non rappresenta un banale lavoro di rimarchiatura: gli ingegneri Mazda dei centri di sviluppo in Giappone e Germania sono intervenuti direttamente sulle componenti strutturali, sull'architettura delle sospensioni e sul fine-tuning dinamico, conferendole un carattere rigorosamente europeo e fedele alla filosofia Jinba Ittai, volta alla massima fusione tra guidatore e vettura. Su strada, la versione Standard Range eroga 245 CV e 320 Nm di coppia, coprendo lo zero-cento in 7,5 secondi; nonostante una massa complessiva di circa due tonnellate determinata dal pacco batterie, l'erogazione lineare della potenza, la precisione dello sterzo e la reattività del telaio garantiscono un piacere di guida invidiabile, lontano dalla brutalità gratuita di altre elettriche concorrenti e nettamente superiore a quello dei tradizionali sport utility.
L'estetica evolve in chiave elettrica il celebre linguaggio stilistico Kodo, donando alla vettura una silhouette slanciata da coupé a quattro porte arricchita da elementi tecnologici e funzionali. Spiccano in particolare la calandra tridimensionale retroilluminata "parlante", capace di segnalare lo stato di ricarica dell'auto, i cerchi aerodinamici da 19 pollici quasi interamente pieni e uno spoiler posteriore attivo di tipo stealth, che fuoriesce alle alte velocità per ottimizzare la stabilità autostradale, completato da gruppi ottici posteriori che omaggiano la leggendaria RX-7 e da una complessa coreografia di benvenuto luminosa. La gamma prevede due tipi di accumulatori profondamente differenti non solo per capacità, ma anche per chimica: la Standard Range monta una robusta batteria Litio-Ferro-Fosfato (LFP) da 68,8 kWh che garantisce circa 360 km di autonomia reale (ridotti a 250 km nei lunghi trasferimenti autostradali) ma offre un'eccellente curva di ricarica in corrente continua con un picco di 165 kW e una media costante di quasi 100 kW; la Long Range adotta invece una chimica Nichel-Manganese-Cobalto (NMC) da 80 kWh, più performante alle basse temperature e accreditata di circa 410 km reali, che curiosamente limita la potenza di ricarica massima a 90 kW. Entrambe le versioni supportano 11 kW in corrente alternata.
All'interno, l'abitacolo stupisce per un'impostazione minimalista e sontuosa da concept car, con un tunnel centrale a ponte sospeso rivestito in pelle e microfibra scamosciata traforata, materiali pregiati che si estendono a plancia e portiere. La tecnologia di bordo è governata da un generoso display touch da 14,6 pollici assistito da un processore Snapdragon 8155, la cui rapidità di calcolo compensa solo parzialmente l'assenza quasi totale di comandi fisici per il clima o le funzioni base, una scelta derivata dalla piattaforma cinese che richiede un certo periodo di apprendimento, mitigata dalla presenza di comandi vocali, gestuali e di due shortcut fisici sul volante, oltre alla strumentazione digitale da 10,2 pollici dedicata al guidatore e all'Head-Up Display. Grazie alla piattaforma nativa elettrica e al pavimento completamente piatto, l'abitabilità posteriore per le gambe è eccezionale, impreziosita da dettagli orientali come la plancetta touch per il clima e il comando per avanzare il sedile anteriore dal divano posteriore; di contro, rispetto a un SUV, l'accessibilità è più sacrificata a causa dell'altezza ridotta e della linea spiovente del tetto. La capacità di carico si attesta su una volumetria reale di 336 litri fino al tendalino (465 totali), penalizzata dalla mancanza di un doppio fondo occupato dalle batterie, ma compensata da un vano regolare, una bocca di carico molto ampia e un pratico pozzetto anteriore (frunk) da 72 litri ideale per i cavi di ricarica. Con un listino italiano estremamente competitivo che parte da poco meno di 44.000 euro per la Standard Range Takumi e supera di poco i 47.000 euro per il top di gamma Long Range Takumi Plus, la Mazda 6e si propone come una stradista concreta, tecnologica e appagante, capace di offrire un'alternativa concreta e di alto livello alla clientela che non intende cedere alla moda dei SUV.
Riprese e drone: Niccolò Franzosi
Riprese e montaggio: Alessandro Di Rosa
Autore: Matteo Valenti
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In un contesto automobilistico in cui le tradizionali berline tre volumi stanno timidamente riconquistando terreno rispetto ai SUV grazie a una superiore efficienza aerodinamica e a migliori doti dinamiche, la nuova Mazda 6e si presenta come un'interessante proposta 100% elettrica che segna il ritorno del brand giapponese alle grandi stradiste a trazione posteriore. Nata dalla sinergia industriale con il costruttore cinese Changan, la vettura non rappresenta un banale lavoro di rimarchiatura: gli ingegneri Mazda dei centri di sviluppo in Giappone e Germania sono intervenuti direttamente sulle componenti strutturali, sull'architettura delle sospensioni e sul fine-tuning dinamico, conferendole un carattere rigorosamente europeo e fedele alla filosofia Jinba Ittai, volta alla massima fusione tra guidatore e vettura. Su strada, la versione Standard Range eroga 245 CV e 320 Nm di coppia, coprendo lo zero-cento in 7,5 secondi; nonostante una massa complessiva di circa due tonnellate determinata dal pacco batterie, l'erogazione lineare della potenza, la precisione dello sterzo e la reattività del telaio garantiscono un piacere di guida invidiabile, lontano dalla brutalità gratuita di altre elettriche concorrenti e nettamente superiore a quello dei tradizionali sport utility.
L'estetica evolve in chiave elettrica il celebre linguaggio stilistico Kodo, donando alla vettura una silhouette slanciata da coupé a quattro porte arricchita da elementi tecnologici e funzionali. Spiccano in particolare la calandra tridimensionale retroilluminata "parlante", capace di segnalare lo stato di ricarica dell'auto, i cerchi aerodinamici da 19 pollici quasi interamente pieni e uno spoiler posteriore attivo di tipo stealth, che fuoriesce alle alte velocità per ottimizzare la stabilità autostradale, completato da gruppi ottici posteriori che omaggiano la leggendaria RX-7 e da una complessa coreografia di benvenuto luminosa. La gamma prevede due tipi di accumulatori profondamente differenti non solo per capacità, ma anche per chimica: la Standard Range monta una robusta batteria Litio-Ferro-Fosfato (LFP) da 68,8 kWh che garantisce circa 360 km di autonomia reale (ridotti a 250 km nei lunghi trasferimenti autostradali) ma offre un'eccellente curva di ricarica in corrente continua con un picco di 165 kW e una media costante di quasi 100 kW; la Long Range adotta invece una chimica Nichel-Manganese-Cobalto (NMC) da 80 kWh, più performante alle basse temperature e accreditata di circa 410 km reali, che curiosamente limita la potenza di ricarica massima a 90 kW. Entrambe le versioni supportano 11 kW in corrente alternata.
All'interno, l'abitacolo stupisce per un'impostazione minimalista e sontuosa da concept car, con un tunnel centrale a ponte sospeso rivestito in pelle e microfibra scamosciata traforata, materiali pregiati che si estendono a plancia e portiere. La tecnologia di bordo è governata da un generoso display touch da 14,6 pollici assistito da un processore Snapdragon 8155, la cui rapidità di calcolo compensa solo parzialmente l'assenza quasi totale di comandi fisici per il clima o le funzioni base, una scelta derivata dalla piattaforma cinese che richiede un certo periodo di apprendimento, mitigata dalla presenza di comandi vocali, gestuali e di due shortcut fisici sul volante, oltre alla strumentazione digitale da 10,2 pollici dedicata al guidatore e all'Head-Up Display. Grazie alla piattaforma nativa elettrica e al pavimento completamente piatto, l'abitabilità posteriore per le gambe è eccezionale, impreziosita da dettagli orientali come la plancetta touch per il clima e il comando per avanzare il sedile anteriore dal divano posteriore; di contro, rispetto a un SUV, l'accessibilità è più sacrificata a causa dell'altezza ridotta e della linea spiovente del tetto. La capacità di carico si attesta su una volumetria reale di 336 litri fino al tendalino (465 totali), penalizzata dalla mancanza di un doppio fondo occupato dalle batterie, ma compensata da un vano regolare, una bocca di carico molto ampia e un pratico pozzetto anteriore (frunk) da 72 litri ideale per i cavi di ricarica. Con un listino italiano estremamente competitivo che parte da poco meno di 44.000 euro per la Standard Range Takumi e supera di poco i 47.000 euro per il top di gamma Long Range Takumi Plus, la Mazda 6e si propone come una stradista concreta, tecnologica e appagante, capace di offrire un'alternativa concreta e di alto livello alla clientela che non intende cedere alla moda dei SUV.
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