Uploaded May 2025 | Updated September 2026, 1 week ago
Title: La leggenda del Piave
Translation: The legend of the Piave
Language: Italian
Composer: E. A. Mario (Giovanni Gaeta)
Lyricist: E. A. Mario (Giovanni Gaeta)
Performer: E. A. Mario (Giovanni Gaeta)
- Lyrics -
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio.
L'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera.
Muti passaron quella notte i fanti
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesse e lieve il tripudiar dell'onde,
era un presagio dolce e lusinghiero
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciare il tetto
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio, per la fame
volea sfogare tutte le sue brame.
Vedeva il piano aprico di lassù, voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora.
"No!" disse il Piave, "No!" dissero i fanti
"Mai più il nemico faccia un passo avanti!"
E si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan le onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
e la vittoria sciolse le ali al vento.
Fu sacro il patto antico, tra le schiere, furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti!
Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'impiccatore.
Sicure l'Alpi, libere le sponde
e tacque il Piave, si placaron le onde.
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!
- Lyrics -
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Title: La leggenda del Piave
Translation: The legend of the Piave
Language: Italian
Composer: E. A. Mario (Giovanni Gaeta)
Lyricist: E. A. Mario (Giovanni Gaeta)
Performer: E. A. Mario (Giovanni Gaeta)
- Lyrics -
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio.
L'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera.
Muti passaron quella notte i fanti
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesse e lieve il tripudiar dell'onde,
era un presagio dolce e lusinghiero
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"
Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciare il tetto
poiché il nemico irruppe a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
S'udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l'onde.
Come un singhiozzo in quell'autunno nero
il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero!"
E ritornò il nemico per l'orgoglio, per la fame
volea sfogare tutte le sue brame.
Vedeva il piano aprico di lassù, voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora.
"No!" disse il Piave, "No!" dissero i fanti
"Mai più il nemico faccia un passo avanti!"
E si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan le onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: "Indietro va', straniero!"
Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
e la vittoria sciolse le ali al vento.
Fu sacro il patto antico, tra le schiere, furon visti
risorgere Oberdan, Sauro, Battisti!
Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'impiccatore.
Sicure l'Alpi, libere le sponde
e tacque il Piave, si placaron le onde.
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!
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