Uploaded March 2015 | Updated September 2026, 2 weeks ago
Mitica scena del film "E' arrivato mio fratello", con Renato Pozzetto. DA NOTARE: 1) Nel 1985 in Ferrari era in atto una rivoluzione da un punto di vista progettuale, dopo molti anni non vi era più il grande Mauro Forghieri, ma l'inglese Harvey Postlethwaite.
La novità principale della monoposto fu l’utilizzo delle pance a coca-cola introdotte dalla McLaren un paio di anni prima su intuizione del grande progettista John Barnard. Questa configurazione permetteva di ridurre la resistenza all’avanzamento delle ruote posteriori e migliorare quindi la penetrazione aerodinamica e la tenuta della vettura. Altra novità era il grande diffusore posteriore con la funzione di tubo di Venturi. La seconda novità della monoposto, fu l’abbandono definitivo del vecchio schema dei propulsori turbo, ovvero con le turbine e gli scarichi in alto e l’aspirazione in basso. A partire dal 1983 infatti, con l’introduzione del fondo piatto e soprattutto delle pance a coca-cola, la Ferrari si era trovata in difficoltà nel settore aerodinamico che aveva sopperito con la grande potenza del suo motore. Col nuovo propulsore aggiornato per la vettura del 1985 la Ferrari si uniformò allo schema adottato dalla maggior parte dei costruttori che prevedeva gli scarichi in basso e con essi i turbo tedeschi della KKK, mentre i collettori di aspirazione e i relativi cassoncini venivano spostati sopra la “V” del motore. Questo nuovo V6 era in grado di erogare quasi 780 CV (poco meno di 900 in configurazione qualifica) e a metà stagione fu introdotta un’evoluzione ancor più potente che però fu la causa della scarsa affidabilità della vettura nelle fasi finali del campionato. Infatti soffriva di problemi di surriscaldamento dovuti ad un inadeguato impianto di recupero dell’olio e cominciarono a sorgere problemi alle turbine. Ultima grande novità di rilievo fu l’adozione, per la prima volta su una Ferrari F1, di tecnologie CAD-CAM in collaborazione con L’Aermacchi che permisero di realizzare un’aerodinamica molto curata.Inutile dire che la Scuderia riponeva grandi speranze su questa nuova innovativa monoposto.
Il campionato 1985 prevedeva 16 gare e, a differenza di oggi, la prima era il Brasile e l’ultima in Australia, con una cospicua sezione centrale da disputare in Europa. In Brasile la Ferrari si presentò con la coppia Alboreto-Arnoux, con Michele primo sulla griglia di partenza, i quali arrivarono rispettivamente secondo, dietro Prost su McLaren, e quarto: la vettura quindi prometteva bene. Il secondo appuntamento fu in Portogallo all’Estoril, dove la Ferrari sostituì Arnoux con lo svedese Stefan Johansonn, e dove vinse Ayrton Senna su Lotus che aveva come compagno di squadra un certo Elio De Angelis (due nomi che inevitabilmente risvegliano una grande nostalgia). Michele arrivò secondo ad oltre un minuto, unico dei non doppiati. In ogni caso era il secondo podio su due gare per la Ferrari di Alboreto che per inciso, portava l’indimenticabile numero 27 del compianto Gilles. La proverbiale affidabilità dei motori Ferrari, fu messa in crisi da alcuni aggiornamenti fatti per aumentarne la potenza con risultati disastrosi e a nulla valse il tentativo, fatto in extremis, di cambiare produttore per le turbine, passando dalla tedesca KKK all’americana Garrett. A questo proposito è interessante riportare quanto raccontato proprio dallo stesso Michele Alboreto in un’intervista rilasciata nel 1995 quando riportò un aneddoto su Enzo Ferrari: “dopo la vittoria in Germania, proprio in casa della Porsche che voleva festeggiare con una vittoria di Prost, cominciarono i guai per la Ferrari. I pezzi che inspiegabilmente avevano cominciato a rompersi provenivano da aziende tedesche che fornivano gli stessi componenti alla McLaren-Porsche (le turbine KKK). Si fecero esaminare i pezzi ma non si riscontrarono difetti e allora nacque il sospetto che fossero a standard qualitativi inferiori rispetto a quelli forniti alla scuderia di Ron Dennis”. Questo mandò su tutte le furie il Drake che in un incontro con Alboreto e Piccinini (l’allora direttore sportivo), disse: “Mettete quei pezzi in una cesta e buttateli via! Adesso telefono in America e voglio dei pezzi nuovi qui domattina!”.
2) Nella prima frase l'accostamento della giapponesina al più grande attore giapponese di tutti i tempi: Toshiro Mifune (三船 敏郎) (Tsingtao, 1º aprile 1920 – Mitaka, 24 dicembre 1997) Senza dubbio il più famoso ed acclamato attore giapponese del Novecento, è universalmente noto per le sue interpretazioni nei film del regista Akira Kurosawa. Attore dotato di grande versatilità e di un talento nella recitazione fuori dal comune, è stato accostato a John Wayne per la notevole presenza scenica e l'ineguagliabile carisma ed ha impersonato, uno dei più grandi attori della storia del cinema.
Mitica scena del film "E' arrivato mio fratello", con Renato Pozzetto. DA NOTARE: 1) Nel 1985 in Ferrari era in atto una rivoluzione da un punto di vista progettuale, dopo molti anni non vi era più il grande Mauro Forghieri, ma l'inglese Harvey Postlethwaite.
La novità principale della monoposto fu l’utilizzo delle pance a coca-cola introdotte dalla McLaren un paio di anni prima su intuizione del grande progettista John Barnard. Questa configurazione permetteva di ridurre la resistenza all’avanzamento delle ruote posteriori e migliorare quindi la penetrazione aerodinamica e la tenuta della vettura. Altra novità era il grande diffusore posteriore con la funzione di tubo di Venturi. La seconda novità della monoposto, fu l’abbandono definitivo del vecchio schema dei propulsori turbo, ovvero con le turbine e gli scarichi in alto e l’aspirazione in basso. A partire dal 1983 infatti, con l’introduzione del fondo piatto e soprattutto delle pance a coca-cola, la Ferrari si era trovata in difficoltà nel settore aerodinamico che aveva sopperito con la grande potenza del suo motore. Col nuovo propulsore aggiornato per la vettura del 1985 la Ferrari si uniformò allo schema adottato dalla maggior parte dei costruttori che prevedeva gli scarichi in basso e con essi i turbo tedeschi della KKK, mentre i collettori di aspirazione e i relativi cassoncini venivano spostati sopra la “V” del motore. Questo nuovo V6 era in grado di erogare quasi 780 CV (poco meno di 900 in configurazione qualifica) e a metà stagione fu introdotta un’evoluzione ancor più potente che però fu la causa della scarsa affidabilità della vettura nelle fasi finali del campionato. Infatti soffriva di problemi di surriscaldamento dovuti ad un inadeguato impianto di recupero dell’olio e cominciarono a sorgere problemi alle turbine. Ultima grande novità di rilievo fu l’adozione, per la prima volta su una Ferrari F1, di tecnologie CAD-CAM in collaborazione con L’Aermacchi che permisero di realizzare un’aerodinamica molto curata.Inutile dire che la Scuderia riponeva grandi speranze su questa nuova innovativa monoposto.
Il campionato 1985 prevedeva 16 gare e, a differenza di oggi, la prima era il Brasile e l’ultima in Australia, con una cospicua sezione centrale da disputare in Europa. In Brasile la Ferrari si presentò con la coppia Alboreto-Arnoux, con Michele primo sulla griglia di partenza, i quali arrivarono rispettivamente secondo, dietro Prost su McLaren, e quarto: la vettura quindi prometteva bene. Il secondo appuntamento fu in Portogallo all’Estoril, dove la Ferrari sostituì Arnoux con lo svedese Stefan Johansonn, e dove vinse Ayrton Senna su Lotus che aveva come compagno di squadra un certo Elio De Angelis (due nomi che inevitabilmente risvegliano una grande nostalgia). Michele arrivò secondo ad oltre un minuto, unico dei non doppiati. In ogni caso era il secondo podio su due gare per la Ferrari di Alboreto che per inciso, portava l’indimenticabile numero 27 del compianto Gilles. La proverbiale affidabilità dei motori Ferrari, fu messa in crisi da alcuni aggiornamenti fatti per aumentarne la potenza con risultati disastrosi e a nulla valse il tentativo, fatto in extremis, di cambiare produttore per le turbine, passando dalla tedesca KKK all’americana Garrett. A questo proposito è interessante riportare quanto raccontato proprio dallo stesso Michele Alboreto in un’intervista rilasciata nel 1995 quando riportò un aneddoto su Enzo Ferrari: “dopo la vittoria in Germania, proprio in casa della Porsche che voleva festeggiare con una vittoria di Prost, cominciarono i guai per la Ferrari. I pezzi che inspiegabilmente avevano cominciato a rompersi provenivano da aziende tedesche che fornivano gli stessi componenti alla McLaren-Porsche (le turbine KKK). Si fecero esaminare i pezzi ma non si riscontrarono difetti e allora nacque il sospetto che fossero a standard qualitativi inferiori rispetto a quelli forniti alla scuderia di Ron Dennis”. Questo mandò su tutte le furie il Drake che in un incontro con Alboreto e Piccinini (l’allora direttore sportivo), disse: “Mettete quei pezzi in una cesta e buttateli via! Adesso telefono in America e voglio dei pezzi nuovi qui domattina!”.
2) Nella prima frase l'accostamento della giapponesina al più grande attore giapponese di tutti i tempi: Toshiro Mifune (三船 敏郎) (Tsingtao, 1º aprile 1920 – Mitaka, 24 dicembre 1997) Senza dubbio il più famoso ed acclamato attore giapponese del Novecento, è universalmente noto per le sue interpretazioni nei film del regista Akira Kurosawa. Attore dotato di grande versatilità e di un talento nella recitazione fuori dal comune, è stato accostato a John Wayne per la notevole presenza scenica e l'ineguagliabile carisma ed ha impersonato, uno dei più grandi attori della storia del cinema.










