Motociclismo
Prova MOTO MORINI Seiemmezzo STR/SCR
updated
Moto Morini è rinata con la globalizzazione che ha portato la possibilità di produrre in Cina motocicli a basso costo e di buona qualità. Una ricetta seguita da molti Costruttori, non sempre con gli stessi risultati. Quelli della “nuova” Moto Morini sono molto buoni, in termini di qualità, e le vendite lo stanno dimostrando. Dopo la X-Cape, una adventure facile e brillante, sulla stessa piattaforma arriva adesso la “Seiemmezzo”.
Quindi motore bicilindrico in linea di 649 cc con valori dichiarati che restano, come sulla crossover, di 60 CV a 8.250 giri/min e 54 Nm di coppia a 7.000 giri/min. Il telaio è a traliccio superiore in acciaio (come il forcellone), mentre il resto della ciclistica vede l'adozione di componenti di qualità: sospensioni Kayaba, con forcella a steli rovesciati da 43 mm e monoammortizzatore posteriore regolabili. I freni invece sono Brembo e troviamo un doppio disco da 298 mm all'anteriore e un disco singolo da 255 mm al posteriore, entrambi sorvegliati da un ABS firmato Bosch. Completano la dotazione le leve regolabili, il display TFT da 5" con connettività Bluetooth e i cerchi Akron da 18" l'anteriore e 17" il posteriore.
Moto come queste Morini pongono l’appassionato di fronte a una questione filosofica: è un prodotto “made in Italy” come il nome suggerisce Guardando allo stile, si direbbe proprio di si. Osservandole da fermo, le Seiemmezzo hanno un’estetica molto piacevole, con colori giusti per il tipo di moto. La SCR sarà disponibile in blu, nero e verde, tutti opachi; per la STR invece si è attinto, giustamente, a colori e grafiche della storia della Casa, con richiami anni Ottanta perfettamente in tono con il tipo di moto: saranno disponibili bianco e rosso, brillanti, e un grigio canna di fucile molto elegante.
Le Moto Morini Seiemmezzo saranno disponibili a partire dal mese di settembre ad un prezzo di 7.240 euro c.i.m. per la STR e 7.640 euro c.i.m. per la SCR.
#motomorini #scrambler #motociclismo
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Il motore condivide con la moto da enduro la cilindrata e poco più, essendo un progetto interamente dedicato all’utilizzo cross. Il cilindro cambia rispetto alla versione 300 da enduro, che ha recentemente adottato il “Superquadro”, a vantaggio di un più classico “Quadro” con Alesaggio x Corsa di 72.0 x 72.0 mm, al fine di ottenere maggior coppia e potenza (indicativamente 5 cv a 8.000 giri e 1,5 Nm a 7.000 rpm). In abbinamento ai diversi diagrammi del cilindro, del più elevato rapporto di compressione e delle differenti quote ottenute, è stato individuato un nuovo pistone bifascia adeguato, mentre il carburatore e un Keihin PWK da 38 mm. L'albero motore è stato alleggerito e ridotto nel diametro, per ricercare un’accelerazione più rapida verso gli alti regimi. Ne consegue l’introduzione di un carter dedicato dove questa componente è alloggiata. La valvola allo scarico è stata opportunamente settata nella sua apertura, in relazione al diverso funzionamento del propulsore e al suo utilizzo. Questa rimane personalizzabile in ogni caso dal pilota mediante il canonico registro, con cui sono equipaggiati anche i modelli Beta da Enduro. Il silenziatore è corto per privilegiare la prestazione ai regimi di rotazione medio-alti e la frizione ha molla a tazza.
Sospensioni: forcella e monoammortizzatore sono Kayaba, come sulle RR Racing. Entrambe le componenti hanno dei loro settaggi dedicati all’utilizzo cross ma, mentre il monoammortizzatore con taratura specifica mantiene una maggior familiarità con quello delle moto da enduro, la forcella da 48 mm ha anche una diversa geometria, con una corsa maggiore (steli più lunghi di 10mm). Impianto frenante Nissin con pinze flottanti e dischi da 260 mm all’anteriore e 240 mm al posteriore.
#betamotor #rx300 #motociclismo
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NOS è un nuovo marchio su cui ha scommesso BER Racing, azienda impegnata da oltre 40 anni nel settore dei caschi. A caratterizzare l'NS9 è la possibilità di passare facilmente da una configurazione cross-over, quindi con frontino e visiera, a una vera da fuoristrada rimuovendo la visiera e indossando la maschera, oppure ancora, rimontare la visiera, rimuovere il frontino ed ecco che l’NS9 si trasforma in un integrale puro.
Scendendo nel dettaglio delle caratteristiche, troviamo una calotta in polimero con due diverse misure a copertura delle taglie da XS a XL. La calotta interna è realizzata in EPS a doppia densità e in doppia misura, uno dei punti di forza di questo prodotto. Anche le imbottiture sono di ottima fattura, realizzate in tessuto traspirante e antimicrobico, completamente removibili e personalizzate. Belle le cuciture fatte a mano, bello il sottogola modulare removibile, così come i guanciali che integrano il sistema di emergency pull. Restando nel sottogola, c’è da citare il cinturino a chiusura micrometrica con rivestimento in tessuto.
La visiera ha già pin lock di serie, trattamento antigraffio, sgancio rapido. All’interno si trova anche un secondo visierino scuro con meccanismo di azionamento integrato nella calotta.
Da buon casco di ultima generazione vanta un sistema di ventilazione interno molto curato, composto da prese d’aria anteriori e centrali, pensate non solo per rinfrescare quando si affronta una strada scorrevole, ma anche per un utilizzo a bassa velocità, in offroad, quando si soffre, si suda e smaltire il calore all’interno del casco è quasi più importante che immettere aria fresca.
#motociclismo #berracing #toccatoconmano #nosns9
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Al telaio sono abbinate nuove sospensioni WP specifiche per l'enduro: la forcella con molle in acciaio a cartuccia chiusa WP XACT incorpora ora un pistone centrale; il tampone idraulico attivo negli ultimi 68 mm di affondamento aiuta a mantenere la scorrevolezza e a non perdere velocità. Il monoammortizzatore WP XACT, anch’esso riprogettato, prevede un nuovo pistone per migliorare il comfort, è più leggero di 100 grammi e pur continuando a realizzare 300 mm di escursione, è più corto di 15 mm. Le regolazioni dell’idraulica di forcella e ammortizzatore possono essere effettuate a mano, per un setup personalizzato facile e veloce.
La nuova ciclistica è fasciata da inedite sovrastrutture, caratterizzate da grafiche moderne di ispirazione svedese e da un nuovo rivestimento sella ad alto grip. La triangolazione caratteristica dei modelli Husqvarna e l'andamento snello delle plastiche assicurano un miglior contatto delle ginocchia e di conseguenza un miglior controllo della moto, oltre a lasciare completa libertà di movimento nella guida in piedi. Queste nuove sovrastrutture sono completate da un faro ridisegnato, che offre un fascio luminoso più brillante ed è fissato con un sistema di montaggio più efficace e user-friendly
I modelli a 2 tempi TE 150, TE 250 e TE 300 sono ora spinti da nuovi motori che sfruttano la tecnologia di iniezione Throttle Body Injection (TBI). Introdotto per garantire prestazioni al vertice di categoria, il sistema TBI assicura un’erogazione molto più corposa e controllabile a tutti i regimi, anche nelle condizioni più difficili.
I modelli FE 250 ed FE 350 dispongono di nuovi motori bialbero molto più compatti, riposizionati nel telaio con un’inclinazione all'indietro di 2° rispetto alla generazione precedente, così da ottenere un'ulteriore centralizzazione delle masse e migliorare di conseguenza il comportamento anti-squat della ciclistica. Entrambi i propulsori sono un riferimento per potenza e coppia e mantengono la filosofia di progetto che ha portato a disporre gli organi meccanici principali nella posizione più centrale possibile, per migliorare la dinamica di guida.
Tutti i modelli in gamma portano l'esperienza in sella a nuovi livelli anche grazie a un'elettronica avanzata. La centralina motore offre di serie due mappe motore preimpostate su tutte le cilindrate, per adeguarsi alle diverse condizioni del terreno, oltre a prevedere una erogazione distinta per ogni marcia innestata. I modelli a 4T offrono poi ulteriori ausili alla guida (anch’essi di serie), fra i quali spiccano il controllo di trazione e il Quickshifter, che facilita il passaggio al rapporto superiore anche a pieno gas.
La nuova gamma è completata da componentistica premium comune a tutti i modelli, tra cui il nuovo faro LED, i freni Braktec con dischi GSK ad alte prestazioni, un nuovo pulsante start/stop integrato, il manubrio ProTaper e pneumatici Michelin enduro.
#motociclismofuoristrada #husqvarna #enduro
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00:00 Intro
01:10 Aggiornamenti tecnici
02:37 La forcella
06:00 Il telaio
10:28 Ergonomia
11:55 Identità del marchio
13:48 Come vanno: TE 250/300 2T
20:00 Come vanno: FE 250/350 4T
22:35 Come vanno: FE 450/501 4T
23:55 Come va: TE 150 2T
24:53 I freni
25:55 La nostra preferita
Caratteristiche principali: design originale della calotta esterna realizzata in policarbonato Lexan, interni in tessuto anallergico ecosostenibile, chiusura micrometrica, con sottogola rivestito in tessuto. Ben 22 colorazioni, con taglie che vanno da 2XS a 2XL, abbinate a due diverse calotte esterne e 5 interne.
La mentoniera è removibile facilmente attivando i due sganci rapidi nella parte superiore, trasformando l’N30-4 da integrale (P) a jet (J); entrambe le tipologie hanno omologazione ECE 22-06, ma anche peso diverso: 1.240 grammi in versione integrale, 1.080 grammi in versione jet.
Il suo punto forte è certamente la ventilazione, 10 volte superiore a quella del prodotto Nolan più ventilato. Il che lo rende ideale per affrontare le temperature sahariane dell'estate 2023. Questo grazie a una canalizzazione interna che sfrutta uscite posteriori a nido d’ape, integrate nella calotta.
Una volta indossato, oltre a leggerezza e ventilazione si apprezza anche l’angolazione wide della visiera antigraffio, con predisposizione per visierino interno pin lock.
Il prezzo di acquisto parte da 239,99 euro.
#motociclismo #toccatoconmano #nolangroup
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Nel mondo moto, la chiave che dà accesso a ogni percorso sono le adventure! Nel 2019, Yamaha è stata la prima a indovinare il potenziale di questa miscela e, come prevedibile, altre Case si sono rimboccate le maniche e hanno seguito la traccia. Nel 2021 è arrivata Aprilia con la Tuareg e quest’anno hanno fatto il loro ingresso in scena la Honda Transalp e la Suzuki V-Strom 800DE, delineando nel concreto una vera e propria nuova categoria.
Con i loro 700-800 cc e 70-90 CV queste moto si pongono alla base della piramide, più su ci sono le endurone “medie” – le varie Ducati DesertX, Triumph Tiger 900, KTM 890 Adventure – e ancora oltre, in cima, ci sono le “maxi” – KTM 1290 Super Adventure R, Triumph Tiger 1200, Honda Africa Twin Adventure Sports, ma le "medio-piccole" sono veloci senza essere impegnative, protettive senza essere ingombranti, e a loro agio su qualunque terreno, ma soprattutto hanno un peso e un prezzo più accessibili!
Godetevi il video del nostro viaggio e non perdete il numero di luglio di Motociclismo, con la prova completa e la moto vincitrice. Per ora possiamo solo dirvi che è... bicilindrica!
#motociclismo #comparativa #adventure #aprilia #honda #suzuki #yamaha #carnia #alike #wheelup #cellularline #interphone
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00:00 Intro
01:36 Come sono
03:50 La Carnia
05:10 Il format
07:30 Come va - Honda
08:44 Come va - Suzuki
10:13 Come va -Aprilia
12:09 Come va - Yamaha
15:10 Il punto di Ciaccia
21:44 Parola al passeggero
25:05 Come vanno - Mappa Sport
27:05 La vincitrice
Anlas è una azienda che nasce a Sariyer, a nord di Istanbul, Turchia, e dal 1974 produce con propria tecnologia pneumatici per moto, ciclomotori, scooter e ATV. Nel nostro paese si è fatta conoscere in particolare per le coperture invernali, ma il know-how maturato negli anni l'ha portata oggi ad estendere la gamma a tutti i segmenti. L’ultimo nato è il Viento Turismo, pneumatico sport-touring che si posiziona tra il Capra RD, semitassellato per le crossover e le maxi enduro, e il Viento Sport, dedicato alle sportive. Il Viento Turismo è un pneumatico 100% strada, progettato per le nuove Sport Touring, come per esempio la BMW R 1250 RS e la KTM 1290 Super Duke GT, ma è adatto anche alle sportive, se si vogliono usare per turismo, e per le crossover, come la BMW S 1000 XR (verificare comunque sempre gli indici di carico e velocità). Al momento le misure disponibili sono solo per cerchi da 17”, la 120/70 per l’anteriore e le 180/55 e 190/55 per il posteriore. Il fatto che si sia data priorità a queste misure indica chiaramente il taglio del nuovo pneumatico Anlas, ma sono in arrivo altre misure (se ne parlerà nel 2024), e tra queste sono comprese due versioni per il cerchio anteriore da 19” e altre per il posteriore (sempre da 17”), per cui si allargherà la lista di moto equipaggiabili e sarà possibile montare le Viento Turismo su parte delle maxi enduro; ricordiamo però che la destinazione d’uso è prettamente stradale.
La base, cioè la carcassa, è costruita sulle specifiche di pneumatici per moto sportive da turismo, con struttura a base di rayon, fibra leggerissima e resistente dall’elasticità controllata, abbinata a una cintura di filo d’acciaio avvolto a zero gradi senza giunzioni. È disposto con densità variabile, maggiore nella zona centrale per assicurare la rigidità della carcassa alle alte velocità, e quindi la precisione della guida e la sicurezza anche a pieno carico, ed è meno densa sulle spalle, in modo da permettere la deformazione che ottimizza l’impronta al suolo, quindi il grip e il feeling di contatto. Uno degli obiettivi del progetto è stato ottimizzare la maneggevolezza, per cui sono state rinforzate le spalle, per una risposta più pronta, e sono stati disegnati un profilo agile e intagli dalla forma asimmetrica, che si vanno ad aprire verso l’esterno.
Uno studio approfondito è stato eseguito sulle mescole, per ottimizzare il grip in ogni condizione, bagnato compreso. Vista la destinazione Sport Touring della Viento Turismo il battistrada è bimescola, per assicurare un elevato chilometraggio: il centro del posteriore è arricchito con particelle di carbonio per la durata, mentre le spalle e l’anteriore hanno un’elevata percentuale di silice, che ha l’obiettivo di ottimizzare il grip in curva, anche sul bagnato. Sempre per la sicurezza sul bagnato sono stati disegnati gli intagli con gli incavi a V, per evacuare facilmente l’acqua ed evitare l’effetto aquaplaning; per il comfort è stato studiato un rapporto tra pieni e vuoti che riducesse la rumorosità di rotolamento.
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Vent è una azienda varesina nata dalle ceneri della celebre HM, storica realtà del territorio che per anni si è occupata della produzione e commercializzazione delle enduro/cross di Honda. Dopo il fallimento, Vent è subentrata e ne ha rilevato il know how tecnico e stilistico, proponendo una gamma composta da motard ed enduro, 50 cc e 125 cc (a 2 e 4 tempi), oltre alla Scrambler X-Rude.
Per la nostra prova abbiamo scelto le nuove Baja RR e Derapage RR 125. Due modelli, rispettivamente enduro e motard, che sfruttano la stessa base meccanica e si rivolgono ai giovani sedicenni possessori di patente A1 come due mezzi perfetti per fare esperienza senza rinunciare alla qualità tecnica ed estetica.
Le due 125 4T di Casa VENT sono state presentate alla scorsa EICMA in veste totalmente rinnovata, a partire dalla livrea per arrivare all’equipaggiamento tecnico che si adegua alle nuove normative europee. A spingere le moto troviamo infatti il motore Minarelli 125 4T Euro 5 a fasatura variabile con raffreddamento a liquido. Nuova la testa del motore, studiata per conferire una combustione ottimale.
Nuovo anche il telaio perimetrale “6.0”, disponibile in acciaio o in alluminio come le nostre RR in prova. Nuova la taratura della forcella RSV16 da 41 mm a steli rovesciati (regolabile in precarico ed estensione) e del monammortizzatore posteriore. A livello ciclistico cambiano anche le misure: la moto si allunga e si allarga di 30 mm. L’impianto frenante si avvale di dischi da 320 mm all’anteriore e disco singolo da 220 mm al posteriore, che lavorano assistiti dal sistema CBS di frenata ad azione combinata. Per la versione enduro, le ruote sono da 21" l'anteriore e 18" il posteriore, con cerchi a raggi e pneumatici tassellati. Cambia anche il diametro del disco anteriore, che sulla Baja è da 260mm.
Abbiamo scelto di metterle a confronto, non per una vera e propria sfida, ma per raccontarvi sia come si comportano su strada sia nei loro rispettivi "habitat": per la motard Derapage abbiamo scelto il tracciato della pista Mokart di Ossona, ricco di curve e varianti, mentre la Baja l'abbiamo portata su una sterrata per testare le sue doti da endurina. Ecco come è andata
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Novità principale del 2023 riguarda il motore, aggiornato con l'ultima versione del tre cilindri CP3 di 890 cc più potente di sempre, accreditato sulla carta di 115 CV a 10.000 giri/min. e 90,7 Nm a 7.000 giri/min., con cambio elettronico up/down. È installato su una ciclistica straordinaria, con avantreno a due ruote e una coppia di forcelle a steli rovesciati. Le ruote sono da 15” all’anteriore e 17”al posteriore con pneumatici delle misure di 120/70 e 190/55.
Ci sono però altre novità, che riguardano la posizione di guida, la strumentazione dotata di sistema di navigazione Garmin e un pacchetto elettronico davvero completo, che fra le altre cose prevede il cambio elettronico (+/-) di serie.
La nuova Yamaha Niken GT 2023 è già in vendita ad un prezzo di 18.249 euro c.i.m.
Per conoscere tutte le caratteristiche e le impressioni di guida, ecco la nostra prova video!
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Abbiamo messo alla prova le famiglie Sport Tourer con la Ninja 1000 SX, le Supernaked rappresentate dalla Z 900, le Adventure Tourer con le Versys 1000 S e 650 e le Modern Classic con le Z900RS SE e Z650RS.
Nella pista da enduro, ricavata all'interno del vecchio crossodromo di Laveno Mombello, abbiamo guidato le Kawasaki KX 250 X omologate da KL, ma anche il mitico "Mule", il 4 ruote dedicato al supporto dei lavori manuali, ma che noi abbiamo messo a tutto gas!
Per ultimo, abbiamo solcato le onde del Lago Maggiore in sella alla moto d'acqua Kawasaki 310 LX! Questo runabout top di gamma è dotato di luci a led, telecamera posteriore, 4 casse jetsound per ascoltare la musica e porta di ricarica usb, oltre che di un motore potentissimo! Stimolati, abbiamo tentato di raggiungere i 100 km/h! Nel video vi raccontiamo tutte le emozioni vissute!
#motociclismo #kawsakibigcelebration @KawasakiItalia
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I tre strati di cui si compone la Springbok 3L — giacca esterna, fodera impermeabile Absoluteshell™ removibile e destination layer termico imbottito — conferiscono estrema funzionalità e versatilità, e rendono Springbok 3L ottimale ad un utilizzo in tutte le stagioni.
Il massimo comfort di guida e di movimento è garantito dal tessuto Mugello elasticizzato, mentre i protettori Pro Armor Livello 2 su spalle e gomiti assicurano alti livelli di sicurezza e protezione.
Predisposta per ospitare paraschiena di tipo G e protezioni per il petto.
La giacca SPRINGBOK 3L ABSOLUTESHELL™ si distingue per gli inserti rinforzati su spalle e gomiti in morbida pelle scamosciata. Un dettaglio di funzionalità e stile che acquisisce sfumature uniche nel tempo, seguendo la storia le avventure della giacca e di chi la indossa.
Gli ampi pannelli di ventilazione apribili con una mano consentono di adattare il capo ad ogni condizione climatica e preferenza. Le 4 ampie tasche esterne - 2 frontali e 2 cargo, di cui una in rete accessibiile comodamente anche con una sola mano - permettono di avere grande spazio a disposizione per portare sempre con se e a portata di mano tutto ciò che serve durante il viaggio.
SPRINGBOK 3L ABSOLUTESHELL™ integra Magic Connection™ System, un innovativo sistema che prevede una coppia di magneti, uno applicato alla giacca e uno a dei guanti specifici, che permette al guidatore, una volta sfilati i guanti, di assicurarli alla giacca durante le soste.
Il prezzo è di 749,25 euro. La giacca è abbinabile con il pantalone SPRINGBOK 3L ABSOLUTESHELL™ PANTS, al prezzo di 449,95 euro
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Realizzata sulla base della Adventure, ne condivide il telaio e il bicilindrico LC8c 890 da 105 CV: cambiano le ruote e le sospensioni per un’attitudine più stradale, e per entrare di prepotenza nel nuovo segmento delle Supermoto-Touring
Concettualmente è una sport-touring, sebbene sui generis, e dire quanto è una e quanto è l’altra è difficile; dipende da come si vuole interpretare, poiché lei è capace di trasformarsi in una agguerrita macchina da divertimento sul misto a una pacifica moto da passeggio in coppia, e anche da viaggio.
La propulsione è guidata dal bicilindrico LC8c di 890 cc, capace di erogare 105 CV a soli 8.000 giri/min, ben 100 Nm di coppia a 6.500 giri/min, e corredato di serie di tre riding mode (Rain, Street e Sport), più uno opzionale (Track), che permette di modificare a piacimento tutti i parametri dell’elettronica. Spinge, e davvero forte, i 200 kg o poco più (sono 206 con il pieno), ed è affiancato da ottime sospensioni WP, regolabili, dalla lunga escursione (180 mm su entrambi gli assi), ruote da 17” (stile motard) e grintosissime coperture Michelin Power GP. Un ottimo pacchetto, insomma, che sulla carta dice già tanto ma non tutto quello che si prova quando si spalanca il gas e si inizia a danzare tra le curve. Vediamo che succede…
L’abbiamo provata nell’entroterra sardo, all’altezza di Olbia, su strade ricche di curve e con asfalto eccellente.
#motociclismo #ktm
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Due tragedie che non solo fecero rivedere profondamente i criteri di sicurezza del circuito brianzolo, ma diedero il via ad una serie di cambiamenti. Creando anche i presupposti per la nascita della Clinica Mobile del dottor Claudio Costa, presente a Monza il giorno della tragedia di Jarno e Paso.
Gualtiero Repossi di Motociclismo d'Epoca ci racconta la cronaca di quei giorni maledetti che hanno cambiato la storia del motociclismo.
#motociclismo #motociclismodepoca
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Il format ha offerto la possibilità ai fortunati clienti di provare 6 diverse moto tra le migliori Supersportive 2023 per altrettanti turni di guida di circa 15 minuti ciascuno. A inizio giornata, i tester di Motociclismo hanno tenuto dei corsi di guida teorici e seminari sull’abbigliamento protettivo, mentre i tecnici della Pirelli e delle Case coinvolte sono a disposizione per darti preziosi consigli sull'assetto della moto, sull’elettronica e sul corretto utilizzo degli pneumatici.
Tra i nostri partner dell'evento Alpinestars e Shoei, che ci hanno permesso di indossare e testare le ultime novità in campo di abbigliamento tecnico, fornendo tute e caschi ai partecipanti sprovvisti di materiale adeguato.
Una volta scesi in pista i piloti, suddivisi in macro-gruppi da due, hanno una guida di Motociclismo davanti a sé che fa da apripista mostrando le traiettorie corrette e restando sempre a disposizione anche ai box per fornire consigli, aneddoti e correggere eventuali errori in ottica di migliorare la propria guida.
#motociclismo
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Insieme a Marco Gualdani abbiamo fatto un giro con la nuova moto elettrica di Zero Motorcycles a Castell'Arquato; tra le mura del centro abbiamo intervistato gli abitanti del borgo per raccogliere sensazioni e pareri sulla Zero DSR/X 2023 e sulle moto elettriche in generale. Da lì ci siamo spostati al Castello di Paderna e in occasione del #TesterDay 2023 abbiamo chiesto un'opinione a chi l'ha provata in prima persona durante l'evento di #Motociclismo.
Ecco come è andata!
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Caratteristiche della Zero DSR/X
A spingerla troviamo un motore elettrico completamente rinnovato Z-Force 75-10X, capace di erogare una coppia di 225 Nm e una potenza di 102 CV che permettono alla moto di raggiungere i 180 km/h di velocità massima. Il motore è alimentato da una batteria agli ioni di litio da 17,3 kWh che, a detta della Casa, garantisce un’autonomia di 290 km nel ciclo urbano, 172 km in autostrada e 185 km nel misto. La moto è poi equipaggiata con i caricatori di livello 1 e 2 e grazie al sistema di ricarica rapida integrato da 6,6 Kw la batteria può essere ricaricata in circa 2,5 ore.
Cervello elettronico della moto è il sistema Cypher III+, che gestisce tutte le funzionalità di bordo. La DSR/X è la prima moto elettrica ad avere in dotazione il pacchetto completo di controlli di stabilità Bosch Motorcycle Stability Controls con funzionalità cornering e off-road per ABS e traction control. Sempre in tema di elettronica troviamo 5 mappe motore personalizzabili, cruise control, e la modalità “Park", che permette di muovere la moto avanti o indietro a bassa velocità per aiutarsi nelle manovre.
Rispetto alle “sorelle” SR, SR/S e SR/F, nuovi sono anche la trasmissione, affidata ora ad una cinghia in carbonio rinforzata, e il telaio a traliccio perimetrale. Questo è abbinato a sospensioni Showa completamente regolabili. Forcella a steli rovesciati da 47 mm e monoammortizzatore offrono 190 mm di escursione. L’impianto frenante vede all’anteriore un doppio disco da 320 mm con pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini, mentre al posteriore troviamo un disco singolo da 265 mm con pinza ad un pistoncino. Come detto, i cerchi sono da 19”-17” e di primo equipaggiamento montano pneumatici Pirelli Scorpion Trail II nelle misure 120/70-19 e 170/60-17. Tra i numerosi optional sono disponibili anche i cerchi a raggi, sempre da 19”-17”, con pneumatici Pirelli Scorpion Rally. La sella si trova a 828 mm dal suolo, 247 i kg di peso della moto.
Per quanto riguarda il comfort di marcia troviamo sella ampia, parabrezza comodamente regolabile in 5 posizioni, manopole riscaldabili e tre vani portaoggetti, uno centrale, da 20 litri, dove solitamente si trova il serbatoio della moto, e due laterali da 8 litri ciascuno.
[Prova completa qui ➡ https://www.motociclismo.it/zero-motorcycles-dsr-x-2023-prova-test-come-va-pregi-difetti-81269]
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Adotta un'elettronica tutta nuova, che comprende piattaforma inerziale IMU e un radar a onde millimetriche. Questo permette alla centralina di gestione del motore e della frenata di offrire nuove funzioni, tra cui il primo sistema di frenata unificata: attraverso la piattaforma inerziale e il radar, il gruppo idraulico Bosch regola le azioni sulle pinze, ottimizzando la frenata. Interviene in tre frangenti, sempre per garantire la massima sicurezza:
distribuisce la potenza frenante sugli assi nella normale frenata;
la regola in modo opportuno quando si frena in curva;
aumenta la pressione potenza frenante se rileva il pericolo di una collisione.
Oltre a questo c’è il cruise control adattivo che mantiene automaticamente una distanza fissa dal veicolo che precede. Il sistema è integrato con il motore e con le sospensioni elettroniche, e per rallentare la moto agisce prima sul motore e poi sui freni, regolando nel contempo la forza di smorzamento delle sospensioni per assicurare la stabilità. Tutte queste funzioni si monitorano e gestiscono con il nuovo TFT a colori da 7”, che offre tre temi, la connettività con la app Yamaha MyRide e la navigazione a schermo intero con il sistema Garmin.
Sulla nuova Yamaha resta invariata la base tecnica, che prevede il poderoso tre cilindri CP3 da 890 cc, 119 CV a 10.000 giri/min e 93 Nm a 7.000 giri/min con quattro modalità di guida (Sport, Street, Rain, Custom), che lavorano con i controlli di trazione, slittamento, impennata, (con funzione cornering) e con le nuove sospensioni elettroniche. È installato in un telaio pressofuso in alluminio completato con sospensioni KYB semiattive (modalità Sport o Comfort). Per tutti i dettagli di questo modello vi rimandiamo però al nostro articolo di presentazione, ora è arrivato il momento di salire in sella.
Il già articolato “pacchetto” della Yamaha Tracer 9 GT si fa su questa versione GT+ ancora più interessante: arrivano un display TFT da ben 7” con connettività bluetooth e navigazione cartografica, una sella rivista, un cambio elettronico con nuove logiche di funzionamento, le modalità di guida, la frenata combinata. Soprattutto, arrivano due sistemi basati (anche) sulla presenza di un sensore radar, il cruise control adattivo e un dispositivo di supporto alla frenata che aumenta autonomamente la potenza decelerante se stabilisce che il pilota non stia frenando abbastanza nel contesto di una situazione che può portare a un impatto. Per cui, concentriamo sullo scoprire che effetto hanno i nuovi sistemi elettronici sulla guida.
Il cruise control adattivo è intuitivo da utilizzare e ben funzionante. La Tracer segue il mezzo che la precede con precisione e azioni dolci sui freni (quando deve rallentare) e sull’acceleratore (quando deve guadagnare velocità). Nota positiva anche per la capacità di identificare un mezzo “piccolo” come una moto. La distanza che si vuole mantenere col veicolo che ci precede è impostabile attraverso la strumentazione. Gli “step” a disposizione sono quattro e anche quello che prevede la distanza minore appare come molto sicuro.
Il supporto automatico alla frenata (che Yamaha chiama Radar Linked Unified Brake System) si attiva in quelle situazioni che il sistema identifica essere d’emergenza nelle quali il pilota non raggiunge in autonomia la miglior decelerazione fisicamente ottenibile dalla moto. A sensazione, dopo averlo sollecitato avvicinando a gran velocità una moto che ci precedeva ad andatura costante, ci sembra di poter dire che intervenga davvero all’ultimo. Non avremmo disdegnato un’azione leggermente anticipata. A differenza di quanto accade nel mondo auto, questo aiuto di guida non agisce in autonomia sui freni a meno che, come detto, non si stia già frenando. Abbiamo parlato di questo aspetto coi tecnici Yamaha, domandando il perché. Il motivo è che la moto ha un equilibrio instabile e una frenata che coglie di sorpresa potrebbe scomporre il pilota in sella e conseguentemente la moto stessa.
Per il resto, abbiamo ritrovato la Yamaha Tracer che conoscevamo: una moto veloce, confortevole, ben allestita e con un rapporto tra contenuti e prezzo super interessante.
#motociclismo
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Ecco come è andata in numeri:
🏍 4 giorni di evento;
🏍 81.000 chilometri percorsi;
🏍 72 moto protagoniste;
🏍 609 aspiranti tester.
Se vuoi vivere anche tu le stesse emozioni e partecipare al prossimo Tester Day di Villa Stecchini, continua a seguirci su www.motociclismo.it
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La casa di Borgo Panigale ha aggiornato per il 2023 la gamma Scrambler, proponendo le versioni Icon, Full Throttle e Nightshift, che presentano novità nell’estetica, nella dotazione tecnica e tecnologica. Cambiano motore e telaio, entrambi più leggeri: il primo è omologato Euro 5 mentre il secondo ha nuove quote ciclistiche e un forcellone irrigidito.
La ciclistica vede l'arrivo di nuovo telaio a traliccio tubolare d’acciaio a doppia trave superiore che contribuisce alla riduzione del peso complessivo della moto, ed è ora abbinato ad un forcellone fuso in alluminio che lavora con un ammortizzatore riposizionato più verso il centro della moto. Il telaietto posteriore è invece stato separato dal telaio principale. Cambiano anche la quote ciclistiche, con Il cannotto di sterzo che è ora inclinato di 24° con un’avancorsa di 108 mm, una soluzione pensata per migliorare l’agilità della moto tra le curve e in città.
Al comparto sospensioni, tutto firmato Kayaba, troviamo una forcella a steli rovesciati da 41 mm ed un ammortizzatore regolabile nel precarico molla, mentre i freni fanno affidamento ad un impianto Bremo che all’anteriore vede un disco singolo da 330 mm. Al posteriore invece ci sono un disco da 245 mm e una pinza a singolo pistoncino. Il tutto ovviamente sorvegliato da ABS con funzione cornering.
Il bicilindrico ad L da 803 cc accreditato di 73 CV a 8.250 giri/min. e di una coppia di 65,2 Nm a 7.000 giri/minuto,riceve l’omologazione Euro 5 e diventa più leggero di circa 2,5 kg.
L’adozione del sistema Ride-by-Wire arriva con l’introduzione di due Riding Mode, Road e Wet, oltre ad un controllo di trazione regolabile su 4 livelli di intervento e disattivabile.
Quanto costa la Ducati #Scrambler 2023? Ce lo racconta Fabio Meloni con le prime impressioni di guida!
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La strumentazione offre poi un bel display digitale con il contagiri che fa da cornice: al centro troviamo la velocità, mentre in basso le informazioni di viaggio, l’ora e l’indicatore del carburante.
A livello ciclistico la Voge 125R sfrutta un telaio a traliccio in acciaio al quale sono abbinate una forcella a steli rovesciati da 35 mm mentre al posteriore troviamo un monoammortizzatore regolabile nel precarico. L'impianto frenante sfrutta due dischi: 276 mm all'anteriore e 220 mm al posteriore, entrambi sorvegliati da ABS. Le ruote sono da 17" con pneumatici stradali.
Il motore è monocilindrico quattro tempi e rientra giusto giusto nei limiti imposti dallo stato per la patente A1 del 125: parliamo di 15 CV a 9.000 giri/min. e una generosa coppia di 12 Nm a 8.500 giri/min.
La Voge Brivido 125R è già disponibile dai concessionari nella bella colorazione Light Blu oppure in Sparkling Black a 2.790 euro franco concessionario, che diventano 3.040 euro se considerati con la formula "chiavi in mano", ovvero comprensivi delle spese di messa in strada della moto che stimiamo essere di circa 250 euro.
Ecco come va, pregi e difetti con il nostro Riccardo Villa!
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Il motore e un progetto tutto nuovo: un bicilindrico parallelo di 776 cc con albero motore a 270° per “ricordare” il carattere dell’apprezzata SV650 e ha il Suzuki Cross Balancer, sistema di bilanciamento a due contralberi (uno per pistone), che ha l’obiettivo di eliminare le vibrazioni e realizzare un carter più compatto; eroga una potenza massima di 82,9 CV a 8.500 giri/min. e ha un picco di coppia 78 Nm a 6.800 giri/min. È raffreddato a liquido e ha distribuzione con doppio albero a camme in testa e l’impianto di scarico, di tipo 2 in 1, ha il piccolo terminale che spunta nella parte destra bassa della moto.
Ecco come va, pregi e difetti con Marco Gualdani e Fabio Meloni!
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• Impianto di scarico Akrapovic in titanio
• Kit rimozione circuito aria secondaria
• Cover protettive coperchi frizione e alternatore
• Centralina controllo motore con cavo di connessione al PC
• Kit esclusione ABS
• Pulsante per accensione quadro
• Kit trasmissione racing 15/42 con catena passo 520
• Tappo serbatoio senza serratura
• Tubi freno in treccia metallica
• Pinze freno con pistoncini più performanti
• Pastiglie Brembo Z04
• Set semimanubri
• Tamponi fondo corsa sterzo
• Paracatena
• Protezione leva freno anteriore
• Pedane regolabili
• Kit per “rovesciare” il cambio
• Guide per cavalletto posteriore
• Cavalletto posteriore
• Carenatura da pista bianca
• Plexiglas racing
• Sella racing
Così configurata, la moto è in vendita a 27.999 euro. In più la nostra ha carene verniciate in blu Yamaha, gomme Pirelli Diablo Superbike SC1 ant. e SC3 post. e il kit di acquisizione dati della R1M.
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GYTR significa Genuine Yamaha Technology Racing mentre i Pro Shop sono i negozi specializzati in contatto diretto con il servizio tecnico Yamaha Road Racing.
Siamo andati a Parma da Moto Shop Buratti, uno dei 4 GYTR Pro Shop presenti in Italia, per approfondire gli aspetti del programma Pro Shop e le possibilità di personalizzazione offerte da Yamaha.
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Due giorni meravigliosi tra moto, musica, show e workshop, che hanno permesso ai partecipanti di divertirsi e provare i migliori prodotti del mercato accessori e dell'abbigliamento, oltre che TESTARE le CENTO moto protagoniste del #TesterDay, che continua da venerdì 21 a domenica 23 aprile al Castello di Paderna (PC)
[Partecipa al Tester Day 2023 - Biglietti ancora disponibili qui ➡ bit.ly/3UHZXtK]
Una vera e propria festa del motociclista. Ce la racconta Marco Gualdani!
Thanks to AGV, Bardahl Italia, Cardo Systems Italia, Dainese, HJC Helmets @Motoairbag Mytec Accessories, Shoei Italia, Sixt Italia, Suzuki Auto, Spidi On Track
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Utilizza il motore bicilindrico parallelo da 471 cc della serie CB500, opportunamente messo a punto per questo nuovo modello e accreditato di 46,6 CV a 8.500 giri/min e 43,4 Nm di coppia a 6.250 giri/min. La distribuzione è a doppio albero a camme in testa, 4 valvole per ciclindro e sistema di raffreddamento a liquido.
Le misure di alesaggio e corsa sono di 67 mm x 66,8 mm con rapporto di compressione di 10.7:1. La fasatura dell'albero a gomiti è di 180° e un contralbero di bilanciamento primario è posizionato dietro ai cilindri, vicino al baricentro della moto.
Il telaio, seppur simile a quello della Rebel è inedito: si tratta di un tubolare in acciaio con struttura a diamante, la luce a terra è di 155 mm; l'inclinazione del canotto di sterzo pari a 27°, l’avancorsa è di 108 mm e l’interasse di 1.485 mm. Il peso con il pieno di benzina è di 192 kg; la sella si trova a 790 mm dal suolo. Per quanto riguarda le sospensioni, all'anteriore abbiamo forcella telescopica da 41 mm che ha una corsa di 150 mm e presenta i soffietti copristeli neri. Le piastre di sterzo inferiore e superiore sono specifiche per la CL. Al posteriore, un forcellone che utilizza tubi tondi da 45 mm e doppi ammortizzatori a corsa lunga, regolabili nel precarico in 5 livelli), che offrono un'escursione di 145 mm.
Se parliamo di freni, la pinza anteriore a due pistoncini agisce su un disco flottante da 310 mm attraverso pastiglie sinterizzate, al posteriore una pinza a singolo pistoncino con disco da 240 mm. I cerchi sono da 19" all'anteriore e 17" al posteriore e montano pneumatici Dunlop Mixtour, nelle misure 110/80 R19 e 150/70 R17.
Per tutte le caratteristiche della CL500 vi rimandiamo però al nostro articolo di presentazione, ora è arrivato il momento di salire in sella!
Ecco le nostre prime impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto, oltre al prezzo.
Concept di questo progetto è stato quello di voler ricreare il concetto di moto dual sport conferito 60 anni fa alla celebre CL72. Non a caso gli ingegneri e designer giapponesi hanno lavorato proprio in questa ottica, basandosi su quelle che erano le qualità della dual sport con la quale Honda attraversò la penisola della Baja California proprio per promuovere i “due volti” della CL.
Il lavoro possiamo dire essere riuscito appieno.
La CL500 è infatti una moto facile e poliedrica, e lo si capisce sin dai primi chilometri. La ciclistica è bilanciata, l’assetto delle sospensioni morbido, i freni hanno una buona modulabilità e l’erogazione del motore è docile e lineare. Ad ogni comando si ottiene una risposta sincera, fluida e sempre prevedibile.
La posizione di guida è naturale e mixa il concetto di scrambler a quello di una nuda stradale: la sella si trova a 79 cm da terra (82 nell’allestimento Travel), il manubrio è largo, abbastanza alto e conferisce un ottimo controllo dell’anteriore. La scelta di adottare un 19” all’anteriore offre una buona rotondità nella guida senza rinunciare troppo alla rapidità e alla precisione, con una ciclistica sincera che perdona i possibili errori dei principianti. Non è certo una moto “da sparo” o con cui “fare a gara” con l’amico per chi arriva prima in cima al passo, ma nonostante ciò sa regalare divertimento e spensieratezza anche a chi è abituato a prestazioni e cilindrate ben maggiori. Le sospensioni svolgono egregiamente il loro lavoro, assorbendo dossi ed avvallamenti con una buona scorrevolezza senza trasmettere fastidiosi scossoni alla schiena del pilota, risultando comunque sufficientemente sostenute anche per una guida allegra.
Il motore è una vecchia conoscenza, anche se per l’occasione è stato messo a punto con nuovi sistemi di aspirazione, iniezione e scarico oltre alla trasmissione rivista con corona a 41 denti (uno in più della sorella 500 rebel). Esso mantiene tutte le buone doti di linearità nell’erogazione lungo tutto l’arco del contagiri, senza strappi o vuoti, con vibrazioni percettibili su sella, serbatoio e pedane solo a regimi elevati o a velocità autostradali. Restando nel capitolo comfort manca un riparo dall’aria: anche nell’allestimento travel, che fra gli altri accessori offre una cover del faro con una piccolissima unghia, si resta esposti alla pressione del vento.
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Siamo volati in Sud Africa per mettere alla prova la nuova Husqvarna 901 Expedition 2023. Nelle pagine successive trovate le prime impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto e il suo prezzo. Il test completo, con interviste e approfondimenti, lo trovate su Motociclismo di aprile, in edicola a fine mese.
La Husqvarna Norden 901 Expedition 2023 sarà disponibile a partire dalla fine marzo presso tutti concessionari Husqvarna a un prezzo di 17.040 euro chiavi in mano.
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Il tutto è poi condito con tanti particolari azzeccati come il faro tondo dotato di moderne luci a led, i piccoli indicatori di direzione, la strumentazione LCD in negativo e gli specchi montati ai lati del manubrio, una scelta che enfatizza il profilo slanciato e leggero della moto. Oltre all’estetica la piccola Brixton è curata e anche nella meccanica, dove troviamo un telaio in acciaio al quale sono abbinati all’anteriore una robusta forcella a steli rovesciati, mentre al posteriore il forcellone fa coppia con un monoammortizzatore collocato centralmente.
A spingere la Brixton Crossfire troviamo un motore monocilindrico a 4 tempi di 125 cc raffreddato a liquido in grado di erogare una potenza di 13,5 CV a 9.500 giri/min. e 11,4 Nm di coppia a 5.500 giri/min. Il cambio è a 6 marce. I cerchi sono a raggi da 18"-17” e montano pneumatici semitassellati nelle misure 120/70-18 e 140/70-17. Troviamo poi forcella a steli rovesciati, impianto fari a LED e strumentazione LCD. Per quanto riguarda il look, come la sue sorelle maggiori Crossfire 500, 500 X e 500 XC, riprende la caratteristica linea di design a forma di X.
La sella si trova a 890 mm dal suolo, il serbatoio ha una capacità di 11 litri, 149 i kg di peso in ordine di marcia. La scheda tecnica parla di lunghezza 2.077 mm, larghezza 765 mm e altezza 1.040 mm.
L’impianto frenante sfoggia un disco da 300 mm all’anteriore e uno da 280 al posteriore, entrambi sorvegliati da ABS. Novità principale per La Crossfire, ma anche per le altre ottavo di litro della gamma Brixton è il sistema di raffreddamento a liquido che equipaggia il motore.
La Brixton Crossfire 125 è già disponibile dai concessionari nelle colorazioni Charly Brown Matt e Bullet Silver al prezzo chiavi in mano di 4.449 euro.
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Triumph ha aggiornato completamente la gamma delle Street Triple, a partire dall’estetica disegnata da Rodolfo Frascoli, con il serbatoio da 15 litri più compatto e spigoloso, e una nuova posizione di guida con il manubrio allargato.
Anche il motore è stato aggiornato: per la versione R la potenza sale a 120 CV a 11.500 giri/min, e la coppia a 80 Nm a 9.500 giri/min., mentre per quanto riguarda la ciclistica monta sospensioni Showa, entrambe regolabili, con forcella BBF da 41 mm e ammortizzatore monoshock, e la frenata è affidata a Brembo: doppio disco da 310 mm con pinze M4.32 monoblocco. Di serie ci sono il cambio elettronico up/down, 4 modalità di guida, il controllo di trazione cornering (4 livelli, disattivabile) e l’ABS Cornering (con azione variabile a seconda della modalità di guida) e il controllo dell’impennata. La fanaleria è full LED.
E poi c’è la più agguerrita RS, che offre maggiori prestazioni e numerosi componenti di pregio rispetto alla “R”. Condivide lo stesso propulsore tre cilindri in linea da 765 cc della sorella, ma per lei la potenza è di 130 CV a 12.000 giri/min. e un picco di coppia e di 80 Nm a 9.500 giri/min. Cambia anche la ciclistica, l’impianto frenante, la dotazione di serie… ma ora non dilunghiamoci in chiacchiere. Per tutti i dettagli di questi nuovi modelli vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione, ora lasciamo spazio al video.
Qui sotto trovate il video della prova della Triumph Street Triple R e RS 2023 con le impressioni di guida, i pregi e difetti delle nuove naked della Casa di Hinckley. Nelle pagine successive le schede tecniche e il prezzo delle moto.
#triumph #streettriple #motociclismo
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Rispetto alla Multistrada V4 "standard", la nuova versione Rally offre di serie una dotazione da vera globetrotter, con parabrezza più protettivo e maxi serbatoio da 30 litri. A livello ciclistico le sospensioni hanno un’escursione maggiorata, mentre l'elettronica mantiene i 4 riding mode e guadagna altrettanti power mode, tra cui spicca quello dedicato proprio all'enduro. Novità anche per quanto riguarda il sistema di deattivazione dei cilindri.
La v4 Rally è proposta sia in versione “standard”, ovvero la “Radar”, sia nelle più ricche “Adventure Travel & Radar” e “Full Adventure”; disponibili due colorazioni: Ducati Red con cerchi a raggi con canale di colore nero e Brushed Aluminium & Matt Black con cerchi a raggi con canale di colore nero.
Il prezzo della nuova Ducati Multistrada V4 Rally, in versione “standard”, ovvero la “Radar” con radar anteriore e posteriore, parte da 27.740 euro chiavi in mano, vale a dire 7.500 euro in più rispetto alla Multistrada V4 e 3.500 in più rispetto alla Multistrada V4 S.
Oltre all’allestimento “Radar” sono disponibili anche gli allestimenti:
Adventure Travel & Radar (radar anteriore/posteriore, valige in alluminio, sella riscaldabile, manopole riscaldabili), in vendita ad un prezzo di 30.140 euro chiavi in mano. Full Adventure (radar interiore/posteriore, valige in alluminio, sella riscaldabile, manopole riscaldabili, silenziatore Akrapovic, parafango anteriore in fibra di carbonio), in vendita ad un prezzo di 31.69 euro chiavi in mano.
#ducati #multistrada #motociclismo
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Evoluzioni di elettronica, nuovi dettagli, colori e optional per due moto dal carattere piuttosto differente.
Le due moto hanno lo stesso telaio e uguale inclinazione del cannotto di sterzo (61,7°), ma l’off-set delle piastre di sterzo è differente e comporta che la RS ha l’interasse più lungo di 15 mm rispetto alla R (1.527 vs 1.512 mm) ma anche avancorsa più contenuta (114,8 vs 129,6 mm).
Una piccola differenza ma sufficiente a conferire alle due moto una sfumatura di carattere propria, se non del tutto diversa.
Quanto costa la BMW R 1250 R ? Scopritelo nel video!
#motociclismo #bmwr1250
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Airscud Mesh di Tucano Urbano è l’unico sistema airbag al mondo realizzato in rete, il più versatile di tutti, in grado di trasformarsi da giacca a gilet. Oltre ad essere una giacca omologata certificata CE - Classe A, Airscud Mesh sfrutta la potenza dell’intelligenza artificiale per offrire il massimo della protezione.
Ha paraschiena integrato e protezioni D3O T5 EVO X su gomiti e spalle, entrambi di livello 1, inserti imbottiti e stampe rifrangenti. Al centro di tutto la sacca airbag che offre una copertura totale delle aree vitali: torace, addome, collo e colonna vertebrale. Il sistema sfrutta 7 sensori (3 accelerometri, 3 giroscopi e 1 GPS) per rilevare 1.000 volte al secondo i parametri di utilizzo e in caso di necessità è in grado di gonfiare completamente la sacca in meno di 60 millisecondi! Come dicevamo, però, la particolarità di questo sistema è che gli ingegneri di In&motion raccolgono e analizzano costantemente i dati di piloti che utilizzano il dispositivo in tutto il mondo (sono stati analizzati più di 100 milioni di km!) e ogni attivazione viene rilevata e studiata. In questo modo, Airscud Mesh è in grado di evolversi nel tempo, mettendo a disposizione di tutti, giorno dopo giorno, nuove versioni sempre migliori dell’algoritmo di rilevamento e attivazione dell’airbag. In più la centralina sfrutta il suo GPS interno per adattare il suo algoritmo in tempo reale in base al modo in cui guidiamo e al luogo dove siamo.
La rete posizionata sul petto e nel sottomanica lo rendono super ventilato. È versatile perché lo si può utilizzare da solo (come giacca o come gilet) o può anche essere indossato sopra o sotto ad una qualsiasi capo già in nostro possesso. In questo ultimo caso l’importante, per il corretto funzionamento del sistema, è che la giacca sotto al quale andiamo a indossare l’Airscud Mesh abbia lo spazio necessario per il gonfiaggio del sistema, per far in modo che non si verifichi nessuna costrizione in caso di attivazione. Inoltre, Airscud Mesh può essere indossato anche mentre viaggiamo con uno zaino in spalla, basta che quest’ultimo non pesi più di 8 kg e che i suoi spallacci abbiano almeno 10 cm di gioco.
Tucano Urbano Airscud Mesh è disponibile in 7 taglie, dalla S alla 4XL, ed è in vendita ad un prezzo di 479 euro, ai quali va aggiunto il prezzo della centralina (che può essere comprata o noleggiata), di cui vi parliamo nella pagina successiva.
Per il suo funzionamento, Airscud Mesh di Tucano Urbano dev’essere equipaggiato con una centralina airbag di In&Motion, che può essere acquistata o noleggiata. Per comprare la centralina servono 399 euro. In questo modo l’hardware resterà in vostro possesso per sempre, avrete diritto alla garanzia di due anni, aggiornamenti solo software e non avrete assistenza dedicata. Per quanto riguarda il noleggio si hanno a disposizione due formule: il noleggio annuale, dal costo di 120 euro, e il noleggio mensile, da 12 euro/mese. Entrambi offrono garanzia “illimitata”, aggiornamenti software e hardware (se esce un nuovo modello avrete diritto ad averlo), un numero dedicato per l’assistenza e il ripristino della sacca di gonfiaggio gratuito in caso di danneggiamento. Entrambe le formule hanno il tacito rinnovo, quella annuale non si può sospendere, quella mensile sì. In caso di fermo superiore ai 4 mesi, però, bisogna spedire la centralina in Francia (con costi a carico del cliente), e anche nei mesi di “stop” prima della riattivazione bisogna pagare un canone di 4 euro. Una volta che si decide di riattivare il noleggio la centralina viene rispedita gratuitamente a casa. Dopo 36 mesi si può riscattare la centralina, ad un costo di 99 euro, e da quel momento la garanzia ha un’ulteriore copertura di due anni.
Sono disponibili diversi algoritmi che ottimizzano il funzionamento di Airscud Mesh in base alle condizioni di utilizzo: quello preimpostato è “Street”, pensato per il normale utilizzo su strada, poi ci sono “Adventure” per l’off-road e “Track” per la pista. La modalità “Street” è compresa nel prezzo del noleggio/acquisto della centralina In&Motion, quelle opzionali hanno un costo aggiuntivo di 8 euro/mese o 25 euro/anno.
#motociclismo #tucanourbano
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La base tecnica della XEF 450 Rally è quella della sorella XEF 450 da enduro da cui si recupera il telaio e il motore, mentre cambia: ergonomia con design plasmato dai serbatoi, protezione anteriore in plexigals, scarico Arrow con sviluppo sotto al motore, disco freno anteriore da 300 mm, setup sospensioni dedicato, protezione motore e scarico in carbon kevlar.
Prezzo: 16.740 euro chiavi in mano
#motociclismo #fantic #rally #xef450rally
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Inalterata la velocissima base #Streetfighter, ma rivista nell’ergonomia, nella ciclistica e nell’elettronica con l'obiettivo di renderla più confortevole su strada e più efficace in pista. I numeri sono al top della categoria: 208 CV e 197 kg.
Ecco le impressioni di guida di Aldo Ballerini, con i pregi e i difetti della moto!
#motociclismo
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#motociclismo #ktm #enduro #2tempi #my2024
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È un progetto tutto nuovo, con il bicilindrico parallelo di 755 al centro di tutto. Nonostante ciò conferma in pieno le doti della sua antenata: equilibrio e versatilità, a un prezzo competitivo.
Qualche dettaglio in più:
telaio in acciaio con struttura a diamante abbinato ad forcella a steli rovesciati da 43 mm e ad un monoammortizzatore, entrambi Showa. La luce a terra è di 210 mm, la sella si trova a 850 mm dal suolo. A frenare la moto ci pensano pinze a due pistoncini che lavorano su dischi "wave" da 310 mm all’avantreno e un disco posteriore "wave" da 256 mm. I cerchi sono a raggi da 21” ant. e 18" post. e montano pneumatici 90/90-21 e 150/70-18 Metzeler Karoo Street o Dunlop Mixtour. Il serbatoio è da 16,9 litri, 208 kg in ordine di marcia il peso della moto.
Marco Marini ci racconta le prime impressioni di guida, i pregi e i difetti, della nuova #Honda XL750 Transalp 2023.
#motociclismo
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Torna in listino dopo un paio d’anni di assenza una delle moto più riuscite della Casa di Mattighofen. Capostipite delle #Duke bicilindriche, assume un nuovo ruolo di “entry-level” al mondo Duke dei “grandi” conservando l’equilibrio, la facilità e il gusto di guida. Ora è Euro 5, depotenziabile a 35 kW. E costa meno di cinque anni fa!
Ecco il video della nostra prova, con i pregi e i difetti!
[Scopri come è fatta più da vicino youtube.com/watch?v=f8YuWdJAFKI]
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#motociclismo
La linea è dunque quella ben nota che fece scalpore al momento della presentazione, talmente avanti all’epoca da risultare piacevole e moderna ancora oggi dopo quasi sei anni, caratterizzata dai convogliatori che sembrano ali spingendosi molto avanti rispetto al serbatoio da cui originano, dallo scarico alto e voluminoso e dal motore che pare una scultura, appeso al telaio in bella evidenza.
Guarda il video della prova qui youtu.be/7rD8YxQb1bk
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#motociclismo
Prova completa sul numero di Marzo di Motociclismo!
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Dal motore, che ora è il V4 Granturismo di 1.158 cc e 168 CV di potenza, al telaio monoscocca in alluminio, abbinato all’immancabile monobraccio. Rivisto il look, aggiornata l'elettronica, cala il peso.
Siamo stati ad Abu Dhabi per metterla alla prova: ecco come è andata con Fabio Meloni!
#motociclismo #diavel
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Vi raccontiamo le prime impressioni di guida, con i pregi e i difetti della moto.
Spinta da un inedito motore bicilindrico parallelo di 776 cc è equipaggiata con cerchi a raggi da 21”-17”, sospensioni ad escursione maggiorata e strumentazione a colori.
La nuova V-Strom 800DE è una enduro stradale di media cilindrata, che condivide la base tecnica con la naked GSX-8S, equipaggiata con il nuovo motore bicilindrico parallelo di 776 cc, da 83 CV a 8.500 giri/ min e 78 Nm a 6.800 giri/min. Controllato in ride by wire ha l’albero motore a 270°, il sistema Suzuki Cross Balancer per eliminare le vibrazioni, la frizione assistita, il cambio elettronico up/down. Il sistema SIRS (Suzuki Intelligent Ride System), che permette di selezionare i mode, quindi l’erogazione e il controllo di trazione. In questo caso ha in più la modalità G (Gravel), messa a punto per la guida sullo sterrato, con un controllo di trazione che permette una maggior derapata; a questo si affianca l’ABS che può lavorare in modalità solo anteriore. Tutte le funzioni si controllano con il TFT a colori da 5”.
Leggi l'articolo dedicato ➡ bit.ly/3YW5huW
#motociclismo #suzuki #suzukivstrom
00:00 Intro
00:33 Presentazione moto, cosa cambia
01:10 Numeri alla mano
02:00 Sound motore e prestazioni
04:00 Strumentazioni e mappe
05:00 Sensazioni di guida
07:22 Disponibilità e costi
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Una definizione che ci ha incuriositi, pertanto abbiamo deciso di metterla a confronto sfidando la Ducati Monster e la Honda NT1100, due emblemi per quanto riguarda i rispettivi generi.
Sfida tra virgolette, dato che si tratta di tre modelli non direttamente confrontabili, a prima vista. Tuttavia ci si chiede se la Moto Guzzi sia più naked o più sport tourer/crossover. Cioè: la V100 sa essere bella e coinvolgente come una nuda sportiva e allo stesso tempo pratica comoda e funzionale come una crossover da viaggio?
Per darvi la risposta a questo enigma, ecco il video della nostra prova in cui vi raccontiamo come la Moto Guzzi V100 Mandello se l'è cavata accanto alla nuda di Borgo Panigale e alla maxi crossover da viaggio nipponica.
La prova completa, con tutti i rilevamenti del nostro centro prove, la trovate su Motociclismo di febbraio, in edicola.
#motociclismo
#motociclismo #vstrom1050
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Eccola nel dettaglio di Beppe Cucco!
#motorbikeexpo #MBE
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Ce la racconta Beppe Cucco!
#motociclismo #MBE
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Siamo stati agli stand di Anlas, Bardhal, Benelli, Ber Racing, BMW Motorrad, Galfer, Garmin, Harley Davidson, Kawasaki, Keeway, Liqui Moly, Metzeler, Nolan Group, Piaggio, Royal Enfield, SW Motech, Suzuki, Valeri Sport, Wheel Up, Yamaha e YSS.
Con i nostri Marco Gualdani e Beppe Cucco vi portiamo dentro il Motor Bike Expo 2023.
#motorbikeexpo #MBE
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Linee morbide e classiche che richiamano i modelli di un tempo, spinta dallo stesso motore bicilindrico parallelo raffreddato ad aria e olio di 648 cc delle sorelle Interceptor e Continental GT, leggermente rivisto, in grado di erogare una potenza massima di 47 CV a 7.250 giri/min. e con un picco di coppia di 52,3 Nm a 5.650 giri/min.
Nuovo il telaio: un tubolare in acciaio di nuova concezione progettato per tenere basso il baricentro della moto, abbinato ad una forcella Showa a steli rovesciati da 43 mm, che offre 120 mm di escursione, e un doppio ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico con 101 mm di escursione.
I cerchi sono da 19” e 16” e montano pneumatici 100/90 e 150/80. La sella è a soli 74 cm da terra, ed aiuta a gestire i 241 kg di peso in ordine di marcia. Il serbatoio è da 15,7 litri.
L'impianto frenante vede al lavoro due dischi: 320 mm l'anteriore e 300 il posteriore, entrambi sorvegliati da ABS.
Ci sono anche i fari a LED, strumentazione analogica tonda con al centro un piccolo display LCD e display aggiuntivo del Tripper (il navigatore che comunica con il vostro cellulare), la porta di ricarica USB e i blocchetti al manubrio con interruttori dall’aspetto old style marchiati Royal Enfield su entrambi i lati, al posto dei classici selettori.
Ce la racconta Beppe Cucco!
Ecco il link all'articolo sul nostro sito ➡ bit.ly/3QJZRQ7
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