Motocross Magazine
FEDE FREGNAN: FANTIC 125 CROSS E 250 ENDURO 4T CABALLERO
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Estratto da MOTOCROSS: Michele RInaldi. Il volume monografico.
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Le due opzioni di Andrea…
Svezia, OIanda, Turchia, Maggiora e Matterley. C’è ancora una bella fetta di stagione. E’ lunga, ma a Vantaa, con il suo primo successo a punteggio pieno, Adamo ha dato una mazzata al campionato.
Lui ha fatto un gran lavoro, gli altri han fatto il resto.
E per come si è messa la classifica, Andrea può scegliere se amministrare stando lontano dai guai, oppure approfittare di una situazione mai così favorevole.
Persi per strada Benistant, De Wolf, Van de Moijstik e con Geerts di nuovo KO, il campionato di Adamo è tutto in discesa. 60 punti di vantaggio sull’infortunato Geerts – che non correrà i prossimi gran premi - e 87 su un avversario “morbido” come Liam Everts.
Credo si possa ragionevolmente pensare che il più è fatto ma guai abbassare la guardia.
La cronologia degli eventi del Gran Premio di Vantaa è la prova provata che nel motocross moderno nulla è scontato e prevedibile.
Quando si dice l’imponderabile.
Nel volume monografico dedicato a Michele Rinaldi ne abbiamo parlato con lui ma anche con i suoi meccanici più fidati ;)
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In un solo weekend, Adamo ha perso gran parte del patrimonio capitalizzato nei primi due terzi di stagione, e dopo il Gran Premio delle Fiandre si ritrova con 13 punti di vantaggio sull’unico pilota che ancora può contendergli il titolo: Jago Geerts.
Restano 6 gare, 18 manche che assegnano punti. Sarà un confronto apertissimo tra due piloti diversi in tutto ma ugualmente veloci.
Lommel esame di maturità, anzi tesi di laurea. 1850 metri di sviluppo, un inferno dove si galleggia a fatica.
Piove tra sabato e domenica e la pista già complicata per natura, diventa ancora più difficile.
E’ un gran litigare dentro traiettorie che si ri-modellano un giro dopo l’altro.
Andrea come Tony quasi vent’anni dopo. Era il 2004 ed un giovanissimo Cairoli vinceva in Repubblica Ceka la sua prima manche mondiale. Ora come allora, da un siciliano all’altro la storia si ripete.
L’attesa per la prima volta di Adamo è finalmente terminata. Primo nella quali-race del sabato con dedica ad Emanuele Giovannelli – a proposito: forza Giova ti siamo tutti vicini – primo nella seconda manche della domenica al termine di una prova stradominata.
La seconda manche di Andrea credo vada considerata come la sua migliore di sempre.
L’esperienza davvero “extreme” raccontata nel nuovo volume di MOTOCROSS LUGLIO 2023!
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La prova di esordio del più giovane dei campionati del mondo benedetti dalla FIM dal punto di vista mediatico ha avuto scomode concomitanze. Il secondo dei due Gran Premi indonesiani di MXGP ed MX2, la gara di Red Bud di campionato National. E poi per non farsi mancare nulla ad un’ora scarsa da Birmingham si è corsa tra sabato e domenica una tappa del mondiale Superbike.
Vista in tivù la pista è bella, ben articolata. I piloti a più riprese la definiscono sketchy.
Si gira sopra i due minuti e poiché si corrono solo MXGP ed MX2, il terreno regge le sollecitazioni di un sabato ed una domenica dove in totale – sommando le due classi – scendono in pista una quarantina di piloti.
Ne avevo parlato all’indomani della gara di Teutschenthal.
Per evitare di vedere piste che non reggono, si scavano, si canalano, allungare lo sviluppo del tracciato e ridurre al minimo le supporter races può aiutare.
Dalla Germania all’Indonesia si passa però dal troppo al nulla. I cancelletti di partenza di Sumbawa mettono tristezza.
21 in Mx2 e 19 in MXGP. Non è un bel vedere. Ti alzi presto la mattina perché così impone il fuso orario, e ti ritrovi a far la conta dei posti vuoti in griglia. Brutto.
Nelle giornate di sabato si sono infortunati tra gli altri Renaux, Febvre, Geerts, Sacha Coenen, la campionessa Van de Ven.
Perdiamo pezzi ad ogni gran premio. La cosa è di per sé preoccupante. Ma quel che spaventa è che sta passando il messaggio che il nostro è lo sport motoristico più pericoloso. Ci vuole maggiore attenzione intorno al problema.
Solo Jeffrey Herlings può battere Jeffrey Herlings. Siamo tutti d’accordo.
Il numero degli infortuni dell’olandese è direttamente proporzionale al numero di Gran Premi vinti. Ma il numero di Gran Premi vinti è inversamente proporzionale ai titoli. Siamo di fronte all’ennesima stagione segnata da un infortunio.
Per quel che ho capito si parla di frattura alla vertebra C5. Quattro settimane di stop. Ma se dovesse esserci l’interessamento di tessuti molli, allora toccherà fare un intervento…
La sensazione è che un altro campionato sia andato alle ortiche.
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La superiorità di Jeffrey Herlings è a tratti dilagante ma con pochi piloti capaci di mettersi tra l’olandese e Prado, lo spagnolo difende la tabella rossa con relativa tranquillità. Anche perché lui continua a partire “dadio”… E con partenze così metà lavoro è fatto.
Vista l’incostanza dei piloti Yamaha (complimenti a Coldhenoff per i 200 Gp corsi) solo Febvre mi sembra capace di reggere il confronto con i due di testa.
Herlings è il più forte, Prado resta leader, Febvre il terzo incomodo. Uno, due e tre.
Nella MX2, l’assenza di Geerts ha ridefinito i confini di un campionato dentro cui il titolo se lo giocheranno De Wolf, Benistant ed Adamo: uno, due e tre, come sopra.
National all in one. Tutto di sabato da mattina presto alla sera.
Alla prima delle undici in calendario sono scesi in pista 71 piloti della 450 e 64 della 250.
In totale 135 piloti.
Pillole
Pala non è solo la pista che ospita il primo round della nuova stagione National.
Si parla di pala anche in riferimento agli pneumatici. Il terreno è morbido ma non è deep sand. E allora intorno alla scelta della gomma giusta per una giusta partenza è curioso quanto dichiarato da Hunter Lawrence.
Quello che fanno i tuoi rivali condiziona. E allora dice l’australiano sarebbe bello se tutti ci si mettesse d’accordo tutti sulla scelta della gomma da utilizzare al via. Utopia…
Ricky Johnson. Troppo lontano quel Nazioni del 1988.
Nemmeno il pubblico è quello di un tempo che non c’è più.
La passione in Francia contamina l’aria ma la risposta di Villars non è quella di Saint Jean o Ernee.
Poi c’è il tracciato. Che nel pomeriggio di sabato è in condizioni indecenti. Ed a farne le spese sono stati tra gli altri Geerts - frattura al polso - Sacha Coenen – trauma cranico - Van de Ven – tibia e perone.
La domenica qualcosa è cambiato. Ma resta il dato oggettivo: troppi i piloti costretti all’infermeria. Tra questi ci sono i nostri Forato e Guadagnini che lascia Villars con l’omero sinistro fratturato: ricovero a Lione ed intervento.
Il tema della sicurezza va affrontato. Se perlopiù fai correre i ragazzini della 125 e le ragazze. Spero qualcuno abbia a cuore questo tema.
I numeri legittimano in tutti i modi il risultato ottenuto: ha vinto sei volte, ha vinto quattro delle ultime sei finali, ha concluso 13 volte a podio e per 16 nei primi cinque.
Aveva un obiettivo: vincere sette main event. Ci è andato vicino nonostante i mezzi disastri di metà stagione.
A Detroit ha cambiato setup. Dopo Atlanta ha cominciato a pensare all’outdoor. Mixare SX e MX gli ha fatto bene. Ha iniziato presto a lavorare per il National ma non ha mai pensato che il titolo Sx fosse davvero perso perché con 17 gare tutto può succedere. E alla fine ha avuto ragione lui.
E la sua è una grande rivincita. Un messaggio chiaro indirizzato a chi lo aveva battezzato come un grande pilota ma non un campione.
Ha cominciato a vincere e forse qualcosa per Tomac e Webb è cambiato...
Ma è chiaro che dopo sei gran premi qualcosa si sta delineando.
Dentro i nomi di chi può sognare in grande già in questa stagione metto quello di Andrea Adamo. Dentro quelli che possono sperare in un grande futuro c’è quello di Mattia Guadagnini.
Intu Xanadu secondo me…
Non si tocca la partenza ma il senso di marcia della pista quello sì.
Agueda chiude il primo ciclo di cinque Gran Premi consumati in un mese e mezzo. La stagione è ancora lunga, lunghissima visto che alle due manche della domenica si aggiungono quelle di sabato.
La situazione resta molto fluida ma qualche certezza adesso c’è.
L’equilibrio è grande in entrambi le classi ma il numero dei piloti che possono vincere si sta riducendo secondo logica. Geerts tiene fede al pronostico che lo dava per favorito alla vigilia, nella top class Prado non molla la tabella rossa ma il tema ricorrente è la crescita esponenziale di Herlings.
Intanto anche il calendario comincia a muoversi. Salta il Gran Premio del Vietnam. Torna in ballo Maggiora?
Vedremo…
Lenti a strappo o rolloff? Entrambe le cose. MetLife Stadium, una colata di cemento che dollaro più dollaro meno è costata 1.6 miliardi. Disponibilità a sedere per oltre 80.000 persone nello stadio che nel 2026 ospiterà la finale di Coppa del Mondo di calcio. Il weekend in New Jersey comincia con il sole ma finisce sotto una pioggia battente che costringe gli organizzatori a rivedere il programma. La prima delle due finali prevista per le 20.55 parte un’ora e mezza dopo. Il ritardo viene parzialmente recuperato riducendo la lunghezza dei main event: dodici minuti più un giro per la 250 e diciassette più uno per la 450. Niente warm-up lap, il giro di prova, ci si schiera dietro al cancello di partenza e si improvvisa dentro un fango d’altri tempi. L’imponderabile nel supercross passa anche per un meteo bizzarro. Si prova e ci si qualifica sull’asciutto, si corrono le finali dentro un inferno.
Dalla Patagonia ad Arco passando per Riola e Frauenfeld si corre in piste molto diverse ma alla prova dei fatti l’equilibrio è massimo.
La prestazione dei piloti su un giro secco è simile. Gli 8-10 buoni di ciascuna classe girano nello stesso secondo. Sono tutti bravi alla stessa maniera. Ma attenzione non sono tutti campioni… Resta però il dato oggettivo. Da bordo pista e in tivù è un grande spettacolo.
Arco di Trento secondo me.
Tomac e Webb insieme fuori dal podio. Seconda notizia.
Sexton vince e si rimette in corsa per il titolo. Terza notizia.
Si scrive Atlanta ma loro la chiamano Alana. Siamo al round numero 13 della stagione. La pista ricavata dentro il Motor Speedway ricorda Daytona seppure rispetto a Daytona sia diversa in tutto.
In comune le due gare hanno l’anomolia di essere ricavate dentro un circuito usato dalle auto e non negli stadi dove tipicamente si corre il supercross.
Tolto questo elemento di connessione, Daytona e Atlanta sono lontanissime in tutto: dal terreno nero della Florida si passa a quello più argilloso della Georgia. Dalle notti di Daytona dove si litiga con le zone d’ombra, alla luce ambiente di Atlanta.
Nella notte di Seattle inverte la tendenza e certifica una supremazia a tratti dilagante dando una schiacciante prova di forza.
Del resto quando corre così è meglio lasciarlo stare.
Quando alla tecnica e alla forza fisica aggiunge cattiveria è bene pensare a quel che resta del podio. Perché la in cima ci può stare solo lui.
Doveva mandare un messaggio, dopo due weekend di evidente appannamento non poteva permettersi di lasciare altri punti ad un mastino come Webb.
Quando vincere significa perdere punti anziché guadagnarne.
Fa strano ma dentro gli stadi succede anche questo.
Il supercross va in doppia cifra al Ford Field di Detroit. Siamo al decimo round di una stagione che continua a sorprendere.
Sexton finalmente. Eccolo il campione della Honda, protagonista di una finale thriller. Parte male, rimonta si mette sulle tracce di Plessinger. Riduce drasticamente il gap che lo separa dal sorprendente pilota dalla KTM.
Poi c’è la brutta caduta di Wilson e allora partono i lampeggianti. Quando è così, il regolamento parla chiaro: non si salta. Sexton al contrario stacca le ruote da terra. Ammenda. La sua seconda vittoria in stagione non vale 26 punti ma bensì 19. Mai una penalizzazione in punti era stata tanto severa nel supercross. Il successo gli viene riconosciuto ma nella generale mancheranno 7 lunghezze...
Campionato del Mondo Motocross - diffidate dalle imitazioni - sembra il titolo della nuova serie destinata alle più diffuse piattaforme. Tema della puntata della settimana: carne argentina, la più amata dagli italiani.
Villa La Angostura, la pista, semplice ma bellissima.
#motocross #motocross1971 #supercross
Comunque la si guardi, la sostanza non cambia.
Quello che si corre in Florida resta l’appuntamento dal risultato più semplice da pronosticare. La storia dice che con quella di sabato sono sette le vittorie che Eli Tomac ha capitalizzato nell’International Speedway dal 2016 ad oggi. I record son fatti per essere battuti. Ma questa volta è dura…
Nota curiosa. Se chiedete a Tomac quale sia il secreto per vincere a Daytona, la sua risposta potrebbe sembrare sorprendente: il segreto è che non c’è alcun segreto...
Guarda l'intero video e scrivici cosa ne pensi nei commenti!
Arlington, costa est, At&T Stadium, per la seconda volta nella stagione si corre al meglio delle tre finali.
Dodici minuti più un giro da ripetere una, due, tre volte.
Uno spettacolo straordinario, un livello altissimo almeno per i quattro davanti.
Non c’è nulla di scontato e prevedibile: la classifica è in costante evoluzione.
La vera costante? Mi ripeto… sbagliano tutti. O quasi. Cadono in momenti diversi Tomac, Sexton, Anderson. Non cade Webb ed alla fine a vincere è proprio lui.
Dal 7 gennaio il Supercross si è fermato poco e quello che poteva essere un weekend off è stato riempito dalla gara di Oakland.
La sensazione che ci sia un filo di stanchezza. La certezza è che moto tanto severe non lasciano spazio a distrazioni o al minimo cedimento fisico. Finché si guida al 100% le cose vanno. Appena si molla… la moto prende il sopravvento sul pilota. Solo così mi spiego certi errori. Sbagliano tutti: ma proprio tutti.
omac, Webb e Sexton chiudono in questo ordine. Ma il giro veloce in gara lo fa il pilota Honda. Come è possibile? Lo spiega il nostro direttore ;)
Fare pronostici significa perdere la faccia.
Cinque gare tre vincitori. In Florida è toccato a Webb.
Sette giorni fa parlando del campione della KTM avevo rilevato preoccupanti assonanze con la stagione ventidue… il buio dentro il tunnel.
Tomac vinceva a Houston nel giorno in cui Webb chiudeva al quinto posto.
Ad una settimana di distanza la situazione si è addirittura capovolta. Stessa classifica ma in ordine inverso: Webb vince e Tomac non va oltre la quinta piazza. Dopo il main event l’ufficiale Yamaha non ha parlato di una gara dove non è mai stato in gara.
Jeremy Coker minimizza sulla giornata no del Campione. Il team manager di Star Racing dice: la pioggia caduta prima del main event ha cambiato le caratteristiche del tracciato del Raymond James Stadium. Dettagli che fan la differenza. Tomac non ha trovato feeling e allora piuttosto che rischiare ha portato a casa un quinto posto che gli consente di star davanti a tutti nella generale.
Occhio però, perché adesso in quattro punti ci sono tre piloti.
Oltre a essere una novità assoluta, rappresenta un ritorno epocale dell’azienda di Rignano sull’Arno a questo specifico settore della sua produzione.
Per le prime due stagioni commerciali è stata esclusiva del mercato americano, dal prossimo giugno verrà proposta anche in quello europeo.
Italia compresa, naturalmente.
Noi i primi a salirci sopra…
Video di Davide Elia Scaboro
Il supercross lascia la costa pacifica per migrare verso est e la sostanza non cambia. Terzo successo in quattro gare. Una supremazia a tratti dilagante.
Tomac per la terza volta in stagione vince. Per la prima volta lo fa senza fare un sorpasso. Doppiati a parte conduce il main event di Houston dall’inzio al primo break, quello imposto dalla caduta del suo compagno di team, Ferrandis, eppoi allo stesso modo dalla ripartenza fino al traguardo.
E quando al minuto 15 Sexton gli ha preso la ruota...
Guarda il video-commento del nostro Direttore!
#motocross1971
E’ la prima al meglio delle tre finali: è triple crown.
Il supercross già unico e bellissimo nel suo tradizionale format, per una sera si fa più leggero, istantaneo, imprevedibile: quando l’imponderabile diventa risorsa. Cultura organizzativa che ha pochi uguali nel motorsport.
Il risultato non lo si legge nelle classifiche ma in tribuna. E’ un successone a prescindere, l’Angel Stadium fa ancora il pieno. O come dicono loro: sold out.
Ascolta tutto il commento del nostro direttore, Edoardo Pacini
Eli Tomac ha conquistato una vittoria netta e combattuta alla gara di apertura della stagione 2023 del Monster Energy AMA Supercross. Dopo una dura battaglia iniziata ben oltre la decima posizione, Cooper Webb è salito sul secondo gradino del podio ad Anaheim. Dopo aver guidato il gruppo per diversi giri, Chase Sexton ha concluso al terzo posto. Nella Western Regional 250SX Class, Jett Lawrence ha nettamente dominato il main event fin dallo start.
Ecco il commento del nostro direttore
Nella nuova gamma cross 2 tempi entra l’inedita motorizzazione cosiddetta Open, ma la vera rivoluzione delle cross austriache a miscela è rappresentata dall’alimentazione assistita elettronicamente. Tra le chicche delle nuove KTM SX le regolazioni manuali delle sospensioni. Radiatori più efficaci e tappo a baionetta.
Chi le vuole provare per natale?
Ritorno tra gli stand di Fiera Milano Rho. Edizione record. Più 38% rispetto ad un anno fa. Ecco il dato dichiarato relativamente all’afflusso di visitatori. Ho visto gente, parecchia, e questo è un dato confortante. L’appuntamento di Milano continua ad avere grande appeal tra gli appassionati.
Sono mancati parecchi player. Almeno per chi la moto la intende sporca, da fuoristrada....
Se è vero che viaggiare oltre i confini della conoscenza regali esperienze inimmaginabili, allora crediamo valga la pena addentrarci alla scoperta di un prodotto tecnicamente all’avanguardia come le sospensioni WP PRO COMPONENTS.
WP SUSPENSION è nota per dotare di primo impianto le cross-enduro del Gruppo KTM (al quale fa parte), comprese Husqvarna e GASGAS, come è altrettanto nota per realizzare sospensioni aftermarket Campioni del Mondo. Proprio grazie alla stretta collaborazione con i maggiori team del Mondiale MXGP e del Supercross Americano, è in grado di sviluppare speciali sospensioni rivolte ai professionisti.
L’altra, ce l’ha lo storico capo tecnico Silvano Bigna. Nemmeno Michele ne ha una. Lui conserva ancora la versione del ’79 col cilindro Noguchi regalatagli da un fan.
Dopo più di 40 anni “il baffo” Aldini ha riportato alla luce un’autentica icona che quell’anno sventolò con orgoglio il Made in Italy. È l’ultima evoluzione portata in gara negli Stati Uniti e in Spagna.
L’iniezione elettronica e l’avviamento elettrico elevano la 2 tempi austriaca a nuovo punto di riferimento della categoria.
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Audio: Vegas x go f yourself
Tutte le 2 tempi vantano inoltre un retrotreno completamente ridisegnato
L’abbiamo provata per voi con un servizio esclusivo nel prossimo #motocross di Ottobre
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